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Due giorni di odissea per i pendolari cremonesi

Fra treni soppressi e in ritardo oltre un'ora per tornare a casa e disagi infiniti per andare a lavorare

Pendolari alla stazione di Cremona

CREMONA - Martedì 11 febbraio causa guasto ad un deviatoio, il ritorno a casa oltre un’ora dopo il previsto; e la mattina successiva, sulla strada per il lavoro, il disastro totale fra treni soppressi e altri in ritardo: sono stati due giorni da incubo lungo la linea ferroviaria per Milano. Tra i viaggiatori torna ad alzarsi il livello della protesta.

Martedì sera. Il convoglio delle 18,40: partito in orario per il capoluogo meneghino, si arresta, per una rottura, alle porte di Codogno. Quella stessa composizione deve essere utilizzata anche per la corsa successiva in direzione contraria, vale a dire per il 19,15 diretto a Cremona. Così si risolve usando il mezzo in origine preparato per il collegamento delle 20,20, anticipandone l’immissione sulla tratta. Risultato entrambi i convogli in ritardo di 30 e 62 minuti.

Mercoledì mattina. Problemi a catena innescati dal malfunzionamento del locomotore che ha obbligato alla soppressione del regionale delle 6,58. Conseguenza: tutti gli utenti di quella corsa hanno dovuto attendere il 7,33, ovviamente sovraffollato nonostante il treno aggiuntivo straordinario, a tre vetture, predisposto in tutta fretta. A completare il quadro ci si è messa la linea elettrica, andata ko nel nodo cruciale fra Rogoredo e Lambrate. Ritardi tra i 20 e i 30 minuti per tutti i treni.

13 Febbraio 2014

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