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IL CASO

Lanfredi, processo pendente
5 Stelle ancora nella bufera

Il regolamento dei grillini prevede che i candidati "siano incensurati" e che "non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico"

Lanfredi, processo pendente
5 Stelle ancora nella bufera
CREMONA - Nell’incontro aperto di sabato scorso, rispondendo alla provocazione di un attivista, aveva sventolato il casellario giudiziale: «Il mio casellario è pulito, non ho pendenze giudiziarie. Sono pulita. Ho tutto il diritto di essere eletta. Qual è il problema?». Lucia Lanfredi, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, in verità una pendenza penale ce l’ha. Davanti al giudice di pace, Gaetano Lecce, è infatti pendente, dal 2011, un processo che la vede imputata di aver ingiuriato e minacciato la cognata Ilaria Madoglio. I fatti risalirebbero al 3 dicembre del 2010. «Stai attenta, perché non sai che cosa può succederti» e ancora, «sei una str.... che ha portato zizzania nella mia famiglia», sono le accuse da cui deve difendersi la candidata sindaco pentastellata, che sul banco degli imputati non è però sola. Ci sono, infatti, anche ex inquilini del palazzo di via Arisi teatro del litigio, loro accusati di aver minacciato e ingiuriato il fratello Umberto Lanfredi, coniugato con Madoglio. La pendenza giudiziaria della candidata sindaco potrebbe essere la nuova carta da giocare dei dissidenti, i quali anche loro sventolano un documento: lo Statuto del Movimento 5 Stelle. In particolare, l’articolo 7: ‘Procedure di designazione dei candidati alle elezioni’, comma secondo. «Tali candidati saranno scelti fra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella stabilita dalla legge per la candidatura a determinate cariche elettive, che siano incensurati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualunque sia la natura del reato ad essi contestato». Il procedimento penale in corso davanti al giudice di pace è un «carico pendente» che non viene riportato nel casellario giudiziale.

Francesca Morandi

03 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • Letizia

    2014/02/04 - 13:01

    Le bugie hanno le gambe corte. E non vanno tollerate da nessuno. Men che meno da un personaggio che si ritenga "pubblico" e rappresenti un gruppo. Forse forse quelli che la signora Lanfredi (e i suoi pochi miseri seguaci) riteneva dei "dissidenti" avevano tutte le ragioni di muovere obiezioni.....

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  • Alessio

    2014/02/03 - 22:10

    era la mia prof di geografia economica...ne sapeva un sacco di ristoranti e trattorie...e di tutte le feste del cremonese e dintorni!

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