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RAPPORTO CONTRO L'OMOFOBIA

Deputata Ue contro il vescovo
"Invita a discriminare i gay"

Durissimo attacco di Sonia Alfano. La replica: "Mons. Lafranconi nutre sentimenti di affetto e di vicinanza per gli omosessuali". Anche l'Arcigay prende posizione

Deputata Ue contro il vescovo
"Invita a discriminare i gay"
CREMONA - "È gravissimo che il vescovo di Cremona, con una mail inviata alla mia casella di posta elettronica, mi chieda di votare contro la relazione sui diritti degli omosessuali della collega europarlamentare Ulrike Lunacek. Il vescovo definisce infatti il contenuto della relazione ‘ambiguo e per certi aspetti inaccettabile’. Se votassi come mi chiede il vescovo Lafranconi avallerei una discriminazione che non condivido e che non fa parte della mia storia politica. Dico questo anche alla luce della presa di posizione di Papa Francesco che a proposito dell’omosessualità ha detto: ‘Se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Anche perché “Dio ci ha reso liberi’”. Lo ha detto Sonia Alfano, europarlamentare del gruppo ALDE e Presidente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo. “Da un esponente della Chiesa ci aspetteremmo ben altre indicazioni che non quelle della discriminazione. A Papa Francesco chiedo in questa occasione di soffermarsi, come peraltro ha già fatto dando prova di volere una Chiesa aperta, sulle vicende giudiziarie che hanno riguardato il vescovo Dante Lafranconi di cui abbiamo appreso dalla trasmissione televisiva ‘Le iene’ e da articoli di giornali”. Lafranconi avrebbe omesso di segnalare ai suoi diretti superiori le morbose attenzioni di almeno due preti nei confronti di ragazzini: l’8 maggio 2012 si è tenuta l’udienza preliminare, a seguito della quale il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’archiviazione del fascicolo in quanto i reati contestati risultano tutti prescritti".

L'E-MAIL DI MONS. LAFRANCONI. Questo il messaggio del vescovo Lafranconi che ha sucitato la reazione dell'europarlamentare: "Onorevole Alfano Sonia, sapendo che il 4 Febbraio prossimo verrà discussa e votata al Parlamento Europeo la relazione riguardante i diritti degli omosessuali, il cui contenuto si presenta ambiguo e per certi aspetti inaccettabile, La invito a votare contro. La ringrazio fin d'ora per quanto potrà fare e per l'attenzione riservatami. Le auguro un buon lavoro”.

LA REPLICA DELLA CURIA
. Dopo la diffusione della nota di Alfano, sul sito della Diocesi di Cremona è comparsa questa notizia, firmata dal direttore diocesano per le comunicazioni sociali don Claudio Rasoli: "Mons. Dante Lafranconi, venerdì 31 gennaio, ha aderito a una campagna dell’associazione irlandese 'The Society for the protection of unborn children' che chiede ai cittadini europei di scrivere ai propri eurodeputati invitandoli, il prossimo 4 febbraio, a votare contro il nuovo rapporto che riguarda la «tabella di marcia contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere». In tale rapporto, che porta la firma dell’eurodeputata austriaca Ulrike Lunacek, vi sono alcuni punti oscuri, come la richiesta di adottare sanzioni penali verso chi manifesta contrarietà al matrimonio di persone dello stesso sesso, che condurrebbero a scenari inquietanti. Questa iniziativa, tra l’altro messa in atto da moltissimi cittadini europei, non significa che mons. Lafranconi sia per la discriminazione o per la negazione dei diritti fondamentali dei gay, per i quali, invece, nutre sentimenti di affetto e di vicinanza. Basti ricordare che il vescovo di Cremona è stato uno dei primi in Italia a costituire un gruppo che permette agli omosessuali cristiani di incontrarsi, confrontarsi e pregare insieme. Più di una volta il presule ha dato il suo appoggio e ha anche partecipato a veglie di preghiera contro tutte le discriminazioni".  

LA PRESA DI POSIZIONE DELL'ARCIGAY. "Un'operazione grave e disonesta, portata avanti da personaggi torbidi che usano il crocefisso come grimaldello politico, ricattando, mistificando, e cercando in tutti i modi di determinare gli esiti dei dibattiti nelle sedi di governo": Flavio Romani, presidente di Arcigay, punta il dito contro il pressing del vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, per la bocciatura al Parlamento europeo del rapporto Lunacek, dedicato ai diritti delle persone lgbt. L'ingerenza è stata denunciata pubblicamente dall'onorevole Sonia Alfano, europarlamentare del gruppo ALDE e Presidente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo, che ha riferito di aver ricevuto una missiva personale dal prelato, di cui riporta anche il coinvolgimento in torbidi casi giudiziari, oggi prescritti. "Ringraziamo l'on. Sonia Alfanoper la pubblica denuncia, unica e isolata rispetto ad un tentativo di ingerenza che a noi risulta massiccio e capillare, rivolto a tutti gli eletti italiani nel Parlamento Europeo. Il re è nudo, anzi: il vescovo è nudo. Questo è il modo di operare della lobby cattolica italiana, in barba agli auspici e alle belle parole del Pontefice, del tutto inefficaci - evidentemente - a correggere il malcostume dei prelati. La relazione dell'on. Ulrike Lunacek pone questioni importanti e improcastinabili in tema di discriminazioni e di riconoscimento delle persone lgbt: privare l'Europa di questa direttiva significa rinunciare totalmente all'ambizione che l'Unione europa rappresenti un modello di civiltà e un motore di progresso, e non soltanto un vincolo finanziario. Già nelle scorse settimane il Parlamento europeo ha perso una grande occasione insabbiando la risoluzione Estrela sul diritto all'aborto sicuro. Quella bocciatura ha aperto immediatamente la strada a rigurgiti reazionari in tema di politiche di genere e proprio oggi le donne in Spagna e non solo stanno manifestando in massa contro il progetto di legge del ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardón, che intende vietare l’aborto come libera decisione della donna, limitandone il ricorso ai casi di violenza sessuale o di grave rischio per la salute della donna. La bocciatura della risoluzione Estrela, va ricordato, si deve anche all'appoggio che alcuni eletti italiani (tra cui i democratici Vittorio Prodi e David Sassoli) hanno saputo garantire alla lobby clericale. Non facciamo insinuazioni - precisa Romani - la denuncia pubblica dell'on. Alfano smaschera una volta per tutte il legame torbido e illecito tra la Chiesa e la politica italiana. Il voto in programma a giorni sul rapporto Lunacek è quindi un banco di prova importantissimo: ai parlamentari chiediamo di rispedire al mittente le sollecitazioni degli emissari del Vaticano e di tenere salva la dignità del mandato di cui sono investiti. Rispondano nel voto all'auspicio dell'elettorato che li ha votati e ai programmi delle formazioni politiche di cui sono rappresentanti. Ogni voto difforme da questa rispondenza sarà inevitabilmente interpretato come l'esito di una manipolazione e la prova di un potere occulto che si insinua nella nostra democrazia".

01 Febbraio 2014

Commenti all'articolo

  • Marco

    2014/02/03 - 11:11

    Il caro nostro Vescovo dovrebbe starsene zitto visto che in Liguria sapeva sui casi di pedofilia dove alcuni preti erano coinvolti........... VERGOGNA!!!!!!!

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  • Chitto'

    2014/02/02 - 14:02

    Forse dovresti sapere che un reato viene dichiarato prescritto perché la giustizia non riesce ad emettere un giudizio definitivo entro i termini previsti. Quindi non vedo perché una persona accusata di un reato prescritto debba essere discriminata. Allora sembra che il discriminatore venga discriminato... Aggiungo che, mi dispiace per te, il mio non era sarcasmo.

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  • mario

    2014/02/01 - 16:04

    Spero che il tuo commento sia sarcastico..... fossero tutti cosi i Vescovi probabilmente avremmo molti più preti pedofili liberi di agire... ricordiamo che le accuse al presule non sono state dichiarate infondate in un aula di tribunale, ma è stato semplicemente constatato che i fatti erano PRESCRITTI....

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  • arcelli

    2014/02/01 - 14:02

    reputavo il vescovo di Cremona persona molto più intelligente e non avvezzo a questi sotterfugi sì ambigui e nascosti per chiedere cose di cui NON dovrebbe occuparsi un vescovo.Invece che mandare inutili e-mail su tematiche civili ed aiutare i clandestini e delinquenti della SUA casa dell'accoglienza (vicino alla quale avvengono atti vandalici,furti e altro) si impegni ad aiutare i CREMONESI in difficoltà bianchi,magari onesti e che hanno pure pagato a lei e clero l'8 per mille...............

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  • Chitto'

    2014/02/01 - 14:02

    Ringrazio S.E. Vescovo di Cremona per la chiara e netta presa di posizione. Fossero tutti così i Vescovi della Chiesa Cattolica.

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