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CREMONA

Un giovane su 3 senza lavoro
E' il Natale più nero

E il tasso di sfiducia è in rapido aumento

Un giovane su 3 senza lavoro
E' il Natale più nero
di Giacomo Guglielmone
CREMONA - Il Natale più duro da molti decenni a questa parte: Cremona, per chi cerca lavoro, non ha mai offerto così poco. I segni del ripiegamento sono palesi: negozi chiusi, aziende che spariscono, ragazzi sfiduciati, altri che si adeguano a svolgere attività che non hanno nulla a che vedere con il loro titolo di studio. «Le decine di ragazze laureate contente di trovare un posto da baby sitter dicono tutto», spiegava l’altro giorno una sindacalista. Il numero dei ragazzi autonomi cala di continuo. In città (ma i dati della provincia sono in linea) poco meno di un giovane su tre (29-30 per cento) non ha lavoro. Sei anni fa — prima della crisi importata dagli Stati Uniti, che ora sono ripartiti alla grande — in quella stessa fascia di età  (15-24 anni), i disoccupati erano 12,5 per cento. Il tasso generale di disoccupazione ora è attestato tra il 7 e l’8 per cento. Sei anni fa eravamo al 3,1 per cento. Nei primi sei mesi del 2013 in provincia di Cremona sono scomparse quasi 400 imprese. «Tra gennaio e agosto di quest’anno — spiegava l’altro giorno Mino Grossi, segretario provinciale della Uil — gli avviamenti al lavoro sono stati 19.422. Quasi ottocento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il solo dato realmente positivo — prosegue il decano dei sindacalisti cremonesi — è quello relativo ai nuovi contratti a tempo indeterminato. Sono passati dai 3.700 del primo semestre 2012 ai 3.831 del primo semestre di quest’anno. Questo incremento è sicuramente il frutto degli incentivi che trovano applicazione dei vari programmi varati per le differenti fasce sociali (giovani, donne, over 45) grazie all’accordo tra sindacati, istituzioni ed enti». Che a pagare il prezzo più alto della crisi siano i giovani lo dice il dato relativo alle assunzioni a tempo determinato, da sempre una delle chiavi di accesso al mondo del lavoro. Qui è avvenuto il contrario rispetto ai contratti a tempo indeterminato: nel primo semestre del 2013 sono stati 8.718 contro i 8.843 siglati nel primo semestre del 2012, il che significa 125 contratti in meno. Pesa il passaggio della crisi dalla grande alle piccole aziende. «Le imprese piccole e piccolissime a questo punto soffrono in maniera paurosa. Chi non ha il fatturato, non regge più», conclude Grossi. Il protrarsi del’assenza di reddito tra i giovani cremonesi determina due conseguenze: da un lato cresce il numero di chi cerca una sistemazione all’estero, dall’altro aumenta il numero di coloro che restano in famiglia anche oltre i 35 anni. Quasi sempre controvoglia.

22 Dicembre 2013

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