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Domenica 04 Dicembre 2016

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CAPPELLA CANTONE - IL CASO DISCARICA DI AMIANTO

Locatelli: "Soldi alla CdO
per influenzare Formigoni"

Emergono nuove dichiarazioni dell'imprenditore. E un dirigente regionale afferma di aver subito "pressioni politiche"

Locatelli: "Soldi alla CdO
per influenzare Formigoni"
CREMONA - Nuovi, inquietanti risvolti sulla vicenda della scampata realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone: l'imprenditore Pierluca Locatelli ha dichiarato ai giudici di aver pagato tangenti alla Compagnia delle Opere per influire sull'allora governatore Roberto Formigoni, mentre contemporaneamente emerge che il dirigente regionale Roberto Cerretti avrebbe subito pressioni politiche dai due ex assessori Franco Nicoli Cristiani e Marcello Raimondi per il rilascio dell'autorizzazione.

LOCATELLI PUNTA IL DITO CONTRO BRENO. L'accordo era che Rossano Breno, l'ex presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, «avrebbe influito sugli esponenti politici di Comunione e Liberazione di Regione Lombardia ovvero Marcello Raimondi, detto il 'nano ghiacciato', e il presidente Roberto Formigoni». Lo ha messo a verbale l'imprenditore Pierluca Locatelli nel suo ultimo interrogatorio del 27 maggio scorso, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di tangenti pagate per l'autorizzazione a realizzare la discarica di amianto a Cappella Cantone. Il verbale dell'interrogatorio, reso davanti al procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e ai pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, è stato depositato con la chiusura, nei giorni scorsi, dell'inchiesta a carico, tra gli altri, di Formigoni, accusato di corruzione. «Breno - ha spiegato ai pm Locatelli - più volte mi ha rassicurato che aveva un rapporto diretto con i predetti esponenti politici», l'ex assessore regionale all'Ambiente Raimondi e Formigoni. Breno, inoltre, sempre stando al verbale di Locatelli, gli avrebbe riferito che le sue «eleargizioni in denaro (...) 'andavano in Regione' in favore dell'area di riferimento dei predetti personaggi politici, cioè Comunione e Liberazione». L'imprenditore, inoltre, rispondendo a domande relative ad alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, ha chiarito che «ho potuto effettivamente verificare che le dazioni di denaro in favore della CdO hanno consentito che il presidente Formigoni proponesse una delibera che risolveva il problema relativo alla compatibilità del piano cave della Provincia di Cremona con l'Autorizzazione integrata ambientale da me richiesta» per la realizzazione della discarica. Secondo l'accusa, in sostanza, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input dell'ex Governatore lombardo e senatore del Nuovo Centrodestra Formigoni. E altri 100mila euro sarebbero andati all'allora vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, sempre «per conto» del 'Celeste'.

LE RIVELAZIONI DEL DIRIGENTE CERRETTI. L'ex dirigente del settore rifiuti di Regione Lombardia, Roberto Cerretti, avrebbe subito «pressioni politiche» da due ex assessori regionali, Franco Nicoli Cristiani e Marcello Raimondi, affinchè rilasciasse l'autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone. Lo ha raccontato ai pm di Milano lo stesso ex funzionario del Pirellone nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di tangenti che vede indagati, tra gli altri, i due ex assessori e anche l'ex governatore Roberto Formigoni. Nell'interrogatorio del 6 febbraio 2012, depositato con la chiusura delle indagini, Cerretti, che nel 2011 era responsabile del procedimento «collegato all'Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr) della discarica», ha spiegato ai pm che «in passato non era mai successo di essere convocato da due assessori per un'autorizzazione amministrativa». Per questo motivo, ha aggiunto l'ex dirigente, «ho percepito l'interesse politico che vi era dietro a tale autorizzazione nonchè un certa pressione esercitata da tali assessori». Cerretti, però, non firmò l'Aia perchè, a suo parere, «l'unica soluzione sostenibile e giuridicamente fondata, era individuata nella modifica del Piano Cave stesso, quindi con il coinvolgimento del Consiglio Regionale». Cerretti è rimasto al settore rifiuti fino al «28 febbraio 2011», e «successivamente sono stato trasferito alla Direzione Generale Protezione Civile». La delibera di Giunta sull'ok alla discarica, proposta dallo stesso Formigoni e al centro dell' inchiesta, è stata approvata due mesi dopo, nell'aprile 2011. Cerretti, infine, ha ricordato ai pm di aver firmato lui le autorizzazioni alle «uniche due discariche di amianto presenti in Lombardia, ma in nessuna delle stesse ho dovuto affrontare le problematiche della discarica di Cappella Cantone, né ho percepito interessi o pressioni politiche analoghi a quelli sopra descritti».

19 Dicembre 2013

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