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Sabato 03 Dicembre 2016

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IL MESSAGGIO DI NATALE DEL VESCOVO

"Guardare oltre il presente
per fare progetti e sognare"

Gli auguri di Lafranconi: "Occorre ritrovare quei valori trascendenti che scaldano il cuore e rivelano il gusto della vita piena"

"Guardare oltre il presente
per fare progetti e sognare"
Carissimi,
abbiamo bisogno di abitare il futuro, cioè di guardare al di là del tempo contingente, per fare progetti, per alimentare il desiderio o semplicemente per sognare. Certamente questa devastante crisi economica ci costringe a fare i conti con le scadenze senza tanta poesia, eppure se non coltiviamo quotidianamente “mete alte” non riusciremo mai a uscire da questa pesante situazione. Il Paese potrà tornare nuovamente a vivere se ciascuno farà la sua parte: i politici con onestà e rigore, gli imprenditori con coraggio e fantasia, i lavoratori con impegno e competenza, i cittadini tutti con uno spiccato senso del bene comune. Ai cristiani spetta il compito della testimonianza e dell’ottimismo: Dio che si fa uomo è la garanzia più grande che il Cielo non abbandonerà mai la terra. Mi ha colpito una ricerca del Censis di qualche anno fa – ma gli ultimi dati su una società «sciapa e infelice» la confermano – che ha rivelato come gli italiani siano sempre più imprigionati nel presente, con uno scarso senso della storia e senza visione del futuro. Al desiderio si è sostituita la voglia, alle passioni le emozioni, al progetto l’annuncio. In un mondo dominato dalle sensazioni, conta solo quello che si prova nel presente, non la tensione che porta a guardare lontano. L’incremento del gioco d’azzardo, l’abbandono scolastico dinanzi alle prime difficoltà, la persistente diffusione di droga e alcool, la ricerca continua dello sballo e di una sessualità sfrenata sono chiari indicatori di questa mentalità. Si vive da una parte dimentichi del passato e del patrimonio valoriale consegnatoci dalla storia e dall’altra incuranti del futuro che si avvicina. All’interno di questa cultura come annunciare l’avvento di Cristo nella storia degli uomini? A chi interessa un Dio che non offre risposte facili e immediate? È questa la sfida che ci è posta dinanzi: liberarci dalle maglie del “presentismo”, ritornare a gustare il profumo della “gratuità”, ritrovare quei valori trascendenti che scaldano il cuore e rivelano il gusto della vita piena, riscoprire quanta gioia c’è nel dare più che nel ricevere. Occorre re-imparare a fare progetti grandi e lavorare per essi: una famiglia più unita e più capace di ascolto, un lavoro che contribuisca a creare benessere al maggior numero di persone, un impegno in politica, nel mondo del volontariato o in ambito culturale che arricchiscano la comunità, la pretesa di un mondo finalmente libero da ingiustizie e squilibri. Apriamo la porta della nostra casa ai fratelli, abitiamo il futuro, impariamo a contare gli uni sugli altri: o ci salviamo tutti o non si salva nessuno. Dio conta su di noi. A ciascuno di voi, ma in particolare ai disoccupati, ai poveri, agli ammalati, agli stranieri, a quanti vivono nel dolore e nella disperazione, giunga l’augurio di pace di tutti i cristiani di Cremona e la mia speciale benedizione. Buon Natale!
Dante Lafranconi 
vescovo di Cremona

19 Dicembre 2013

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