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REGIONE LOMBARDIA

Rimborsi elettorali: chiesta l'archiviazione per Pizzetti, Alloni e Rossoni

Rimborsi elettorali: chiesta l'archiviazione per Pizzetti, Alloni e Rossoni

CREMONA - Nuovo capitolo dell'inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali della Lombardia.  I pm Robledo, Filippini e D’Alessio hanno chiesto al gip l’archiviazione nei confronti nei confronti di 33 indagati tra cui Luciano Pizzetti, Agostino Alloni e Gianni Rossoni.

Ad Agostino Alloni venivano contestati 62 euro relativi ad un pranzo istituzionale a Bologna con Vittorio Prodi (Commissario per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare) durante il quale di era discusso della questione Tamoil. A Gianni Rossoni venivano invece contestati 1.800 euro per una cena istituzionale con 45 coperti presso il ristorante Violino di Cremona.

Lo scandalo dei presunti rimborsi illeciti coi soldi pubblici dei gruppi consiliari aveva travolto il Pirellone tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013, quando in diverse tranche il dipartimento della Procura guidato dall'aggiunto Alfredo Robledo aveva inviato inviti a comparire e informazioni di garanzia a oltre 90 consiglieri, eletti in due legislature (nel 2005 o nel 2010), andando a toccare tutti i partiti di maggioranza e opposizione. Nei prossimi giorni i pm, dopo aver chiesto l'archiviazione per 33 posizioni (tra loro i politici cremonesi), chiuderanno le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizi per 59 tra consiglieri e ex consiglieri, tra cui gli allora capigruppo Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati), Gianmarco Quadrini (Udc), Paolo Valentini (Pdl) e Stefano Galli (Lega). Tra coloro che rischiano il processo anche Renzo Bossi, il figlio di Umberto, indagato assieme al padre anche nell'inchiesta sui fondi del Carroccio, che avrebbe speso parte dei soldi del gruppo consiliare anche in videogiochi, sigarette e lattine di 'Red Bull'. Rischia il rinvio a giudizio anche Nicole Minetti: le vengono imputate spese per un totale di circa 27mila euro in tre anni. Tra queste, 899 euro per un IPhone, «consumazioni» per 832 euro all'Hotel Principe di Savoia, «400 euro» per una cena da 'Gianninò, diverse cene in un ristorante giapponese, taxi, ma anche 16 euro (sempre soldi pubblici) per comprare il libro 'Mignottocrazià di Paolo Guzzanti. Un altro dei 'personaggì dell'inchiesta che va verso la chiusura delle indagini è l'ex consigliere regionale lombardo della Lega, Pierluigi Toscani, che avrebbe speso soldi pubblici, tra l'altro, per cartucce da caccia e 'gratta e vincì. Dagli inviti a comparire di un anno fa, inoltre, era emerso anche che l'allora consigliere Udc Gianmarco Quadrini avrebbe messo a rimborso anche la carta igienica. «Quattro coperti - tagliata di aragosta» era, invece, una delle spese contestate all'allora consigliere del gruppo Partito Pensionati, Elisabetta Fatuzzo.

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16 Dicembre 2013

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