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Giovedì 08 Dicembre 2016

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INCHIESTA SULLA SANITA' LOMBARDA

Mariani in aula come testimone si è difesa su tutta la linea

Il dg dell'azienda ospedaliera di Cremona non è coinvolta in questo processo, ma è indagata a sua volta per turbativa d'asta e corruzione nella vicenda dell'acceleratore Vero

Mariani in aula come testimone si è difesa su tutta la linea

Simona Mariani

CREMONA - Ha difeso, punto per punto, il suo lavoro e il suo operato. Ha risposto alle domande dei giudici, dell’accusa e della difesa. Anche Simona Mariani, direttore generale dell’Azienda ospedaliera, è stata sentita durante l’udienza presso il tribunale di Milano, nell’ambito del processo per le presunte tangenti nella sanità lombarda. Simona Mariani è indagata per corruzione e turbativa d’asta dalla procura di Milano (nell’ambito dell’operazione che portò all’acquisizione dell’acceleratore lineare Vero, prodotto dalla Hermex di Lo Presti, e per il quale la Regione ha stanziato due anni fa quasi 9 milioni di euro).

Sempre venerdì, l'imprenditore Giuseppe Lo Presti, interrogato oggi in aula nel processo milanese a carico di Massimo Gianluca Guarischi, ritenuto il presunto collettore di un giro di tangenti nella sanità lombarda, ha ricostruito il sistema delle mazzette, confermando in sostanza quanto già messo a verbale in fase di indagini e parlando anche dei rapporti tra l'ex consigliere regionale Guarischi e l'ex Governatore Roberto Formigoni. Lo Presti, che ha patteggiato 2 anni e 10 mesi lo scorso 2 ottobre (hanno patteggiato anche i figli Gianluca e Salvo Massimiliano), ha spiegato, davanti ai giudici della quarta sezione penale (imputato anche l'ex manager dell'ospedale di Sondrio Luigi Gianola), che Guarischi gli aveva fatto presente di avere «conoscenze importanti in Regione per avere finanziamenti pubblici» in relazione ad appalti di fornitura di macchinari.

Secondo le indagini dei pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, Lo Presti avrebbe versato a Guarischi presunte mazzette per un totale di oltre 420mila euro affinchè lui sbloccasse i finanziamenti del Pirellone. Lo Presti ha precisato, però, che Guarischi non gli aveva specificato i «nomi» dei suoi contatti al Pirellone, «ma sapevo che era amico di tante persone in Regione, sapevo che era amico di Formigoni» e che andavano «in vacanza» assieme. In realtà, in fase di indagini e in particolare in un memoriale, Lo Presti era stato più netto: Guarischi «mi disse che i soldi non erano per lui, più volte mi disse che era amico di Formigoni, facendomi intendere che parte del denaro era per lui». L'ex Governatore è indagato per corruzione e turbativa d'asta in uno stralcio del procedimento che è ancora in fase di indagini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

21 Novembre 2013

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