il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Roccella: "Utero in affitto non tutela minore"

Il deputato sul caso della coppia cremasca (a processo a Cremona) cui è stato tolto il bimbo

Roccella: "Utero in affitto non tutela minore"
CREMONA - La notizia del bambino sottratto dal tribunale dei minori di Brescia alla coppia cremasca che l’ha avuto grazie all’utero in affitto «dimostra come con queste pratiche di maternità frammentata sia inevitabilmente il minore a rimetterci». Eugenia Roccella, deputato Pdl, interviene nella vicenda della coppia di Crema a cui è stato tolto il bimbo nato in Ucraina, la nuova frontiera del turismo procreativa, con il metodo dell'utero in affitto. Nei confronti dei due cremonesi è in corso il processo davanti al Tribunale di Cremona. Una prima udienza si è svolta a porte chiuse il 22 ottobre. Quindi l'aggiornamento al 14 gennaio. «Togliere a un bambino la certezza della maternità e della paternità, ricorrendo a tecniche di laboratorio che coinvolgono diversi soggetti (il seme di un uomo, gli ovociti di una donna, l'utero di un'altra donna, oltre i due genitori cosiddetti sociali), vuol dire non privilegiare l'interesse del minore - commenta Roccella - ed esporlo a contenziosi di difficile soluzione. Utero in affitto e compravendita di ovociti sono pratiche vietate nel nostro Paese, e le coppie che le utilizzano aggirano la legge italiana rivolgendosi a donne povere di altri Paesi che, oppresse dal bisogno, accettano forme di sfruttamento a volte pericolose per la salute e comunque umiliantì. La parlamentare del Pdl ricorda infine che il 5 novembre scorso è stato costituito il comitato 'Di mamma ce n'è una solà proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fronte, cercando di costruire un'alleanza trasversale che difenda il diritto di un bambino a sapere con sicurezza chi sono i suoi genitori e i diritti delle donne a non essere sfruttate». Il caso di Cremona come altri che recentemente sono apparsi sulla stampa - conclude la parlamentare - rendono evidente come la questione dell'utero in affitto sia qualcosa di cui dobbiamo occuparci perchè tocca sempre più coppie italiane e crea gravi problemi ai bambini nati con queste pratiche«.

14 Novembre 2013

Commenti all'articolo

  • Chiara

    2013/11/15 - 12:12

    Immagino lo shock che la piccola sta vivendo adesso che e' stata tolta ai suoi genitori che l'amano e l'hanno fortemente voluta e messa come un pacco in una casa famiglia (probabilmente gestita da religiose). Questa immagino si chiama tutela del minore. Ma ci rendiamo conto che l'utero in affitto non vuol dire necessariamente sfruttamento della donna che acconsente di portare avanti la gestazione e che e' una pratica riconosciuta in paesi molto piu' evoluti del nostro? Adesso i giudici si prenderanno il loro tempo per deliberare, non pensando che il vero danno alla piccola e' stato l'allontanamento dai suoi genitori. Non si poteva lascirala nel frattempo a loro? Che cosa si temeva? Forse si preferisce far quadagnare le case famiglia, soprattutto quelle religiose. e alla fine quale sara' la decisione del giudice? spedirla in Ucraina in un orfanotrofio?

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000