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CREMONA

Festa del Torrone, Pugnoli:
"Commercio penalizzato"

Il numero uno di Ascom infuriato con gli amministratori: "Città invasa, nessuna programmazione condivisa"

Festa del Torrone, Pugnoli:
"Commercio penalizzato"
CREMONA - E' la guerra del torrone. La prevista paralisi del centro in occasione della grande manifestazione che richiamerà in città un fiume di visitatori scatena l'ira dei commercianti. Il numero uno di Ascom Claudio Pugnoli non le manda a dire: impugna la penna e scrive al sindaco Oreste Perri, al consigliere delegato Domenico Maschi e agli assessori Irene Nicoletta De Bona e Francesco Zanibelli. Il messaggio è chiaro: la città sarà invasa e il commercio di vicinato, anziché beneficiarne, rischia di pagare conseguenze pesanti. Ecco il testo del messaggio recapitato da Pugnoli sui banchi di palazzo comunale.
Da mesi si sta programmando la festa del Torrone. Confcommercio lamenta come non si sia previsto alcun confronto con le Associazioni di categoria su viabilità e parcheggi. Non se ne è parlato neppure al tavolo dei DUC, vero momento di sintesi tra tutti i portatori di interesse. Si è dimenticato (più o meno consapevolmente) che quest’anno l’evento dura dodici giorni, considerando anche quelli per l’allestimento. Mai come in questa occasione sarebbe stata necessaria l’attenzione alle esigenze e ai diritti di ciascuno. Ci ritroviamo con il centro inaccessibile per quasi due settimane, un periodo così lungo che non è difficile ipotizzare ricadute pesanti per le nostre imprese. Per di più in un momento difficilissimo per l’economia. Abbiamo scoperto delle vie chiuse al traffico solo a ridosso dell’appuntamento, quando era ormai impossibile intervenire. E’ mancato ogni coinvolgimento, ogni comunicazione, ogni rispetto. Si è dimenticato ciò che diciamo ormai da tempo: ai nostri negozi serve un centro accessibile dove sia possibile parcheggiare. Anche altrove si organizzano rassegne della stessa durata, ma lo si fa utilizzando esclusivamente le piazze che sono normalmente pedonalizzate. E per di più si organizzano bus navetta dedicati per favorire l’accesso al centro. Anche in questo modo si testimonia il valore dell’accessibilità e dell’accoglienza. Basta guardare, in proposito ai mercatini di Natale che si organizzano in Trentino o in Austria, dove peraltro sono aziende del territorio a proporre prodotti legati alla realtà locale. Qui invece si “invade” la città, incuranti dei problemi cronici del centro. Un disagio che si sarebbe potuto e dovuto evitare se si fossero coinvolte le Associazioni di categoria e le nostre imprese in maniera attiva. Non è possibile che i nostri negozi servano solo per fare coreografia, per allestire vetrine a tema. La chiusura del centro – così come è stata pensata, voluta e organizzata - è una scelta poco logica e impossibile da condividere. Occorre tornare al dialogo, ad una programmazione più consapevole, ad un confronto aperto su tutti i temi. Con senso di responsabilità. Quello che è mancato per il “Torrone”.

 

14 Novembre 2013

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