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CREMONA

Caso Protti, respinta l'archiviazione: nuovi approfondimenti storici

Il gip Guido Salvini ha ordinato alla procura ulteriori indagini conoscitive

Caso Protti, respinta l'archiviazione: nuovi approfondimenti storici

Guido Salvini e Aldo Protti

CREMONA - Il gip Guido Salvini ha rigettato la richiesta di archiviazione e ha ordinato alla procura ulteriori indagini nell'ambito dell'inchiesta relativa ad alcuni articoli che avrebbero diffamato la figura di Aldo Protti, baritono di fama internazionale, al quale nel 2010 la giunta Perri aveva intestato la via Lungastretta. Decisione che come ricorda il gip nel decreto, «ha susciutato polemiche e proteste in ragione della militanza di Protti in gioventù nelle formazioni armate della Rsi anche nel periodo più cruento della guerra di liberazione e della guerra civile del 1944-1945. Tale vicenda continua ad avere vasta eco in città senza dimenticare che la targa con il nome di Protti, collocata nella via Lungastretta, è stata ripetutamente e anche di recente, oggetto di atti di vandalismo».

Il gip ha in particolare ordinato alla procura le seguenti indagini integrative.

 

  1. L'audizione di un militare «in servizio nello stesso distaccamento della Gnr in cui militava Aldo Protti, in particolare ad Avigliana a partire da luglio 1944, al fine di integrare e verificare quanto già esposto nella dichiarazione scritta a sua firma in data 14 settembre 2011 prodotta dai difensori delle persone offese e anche a seguito di tale audizione, identificazioni di militari ancora viventi che hanno svolto servizio in quel periodo con Aldo Protti. Ciò al fine di verificare quale sia stato l'effettivo impiego in qui mesi del plotone in cui militava Aldo Protti».
  2. Il gip ha inoltre ordinato alla procura «l'acquisizione della relazione affidata dal sindaco, in previsione della decisione della commissione toponomastica al professor Giovanni Borsella, sulla figura di Aldo Protti contente anche osservazioni relative ai trascorsi di guerra di Protti».
  3. Soprattutto il gip chiede la «verifica attraverso una specifica consulenza del prospettato ruolo dei reparti della Gnr di stanza nella zona Avigliana all'operazione che si è conclusa con la strage del Colle del Lys (materialmente commesso, secondo i pochi dati disponibile agli atti, da militari tedeschi insieme a ‘russi bianchi’ loro collaboratori e ‘ustascia croati’) e comunque verifica della possibile partecipazione di quello stesso reparto ad analoghe operazioni di rastrellamento in quel periodo. La consulenza, a base storica, potrà avvalersi di ricercatori già impegnati nella ricostruzione della lotta partigiana in quella zona anche utilizzando la documentazione disponibile o acquisibile all'Istituto piemontese per la storia della resistenza, tra mite il dipartimento Studi storici dell'Università di Torino che ha già svolto ricerche su episodi di guerra collegati avvenuti nella medesima zona del torinese».
La querela per diffamazione era stata presentata dalla vedova e dai figli di Protti nei confronti di Giuseppe Fogliazza (ex portavoce del sindaco Corada) e del blogger e giornalista Paolo Zignani. Secondo i famigliari del baritono negli articoli pubblicati sarebbe addebitata, come ricorda Salvini, anche con un ruolo di sprone se non di comando, la responsabilità di rastrellamenti nel torinese anche nei confronti delle forze partigiane, con il loro seguito di uccisioni e sevizie. Inoltre per i famigliari, la figura di Protti, in quegli articoli, sarebbe accostata la strage avvenuta tra l'1 e il 2 luglio 1944 al Colle del Lys, quando vennero barbaramente massacrati 26 partigiani ancora disarmati, fatti prigionieri dalle forze tedesche, cinque dei quali erano di origini cremonesi.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

07 Novembre 2013

Commenti all'articolo

  • NICOLA

    2013/11/09 - 09:09

    Siamo ormai al grottesco!!! Intasare ancora di più le aule dei tribunali e ritardare decisioni ben più importanti dei giudici per far sfilare, certamente importunandoli non poco, anziani combattenti della RSI che devono spremersi le meningi e ricordare se Aldo Protti era o no un “bravo ragazzo”. ...E tutto questo grazie allo sfrontato e beffardo strapotere “d'opinione” e non solo, di cui tutt'oggi godono i superstiti di quelle impunite bande di sanguinari assassini senza Dio chiamati partigiani per i quali, purtroppo, le porte degli inferi ancora tardano ad aprirsi, nonché dei loro odierni discendenti e seguaci. Ancora non paghi, dopo 70 anni, di averla “fatta franca” su tutte le loro indicibili malefatte commesse sempre a tradimento e con codardia durante il definitivo affossamento dell'Italia, perseverano con odio insaziabile nello stravolgere la Verità Storica e nel perseguitare con violenza e discriminazione chi la vorrebbe professare o conoscere, cercando infine di plagiare (purt

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