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CREMONA

Codice fiscale recapitato
ma è morta da 12 anni

La donna aveva richiesta nel 2000 ma è deceduta l'anno dopo

Codice fiscale recapitato
ma è morta da 12 anni
Le hanno recapitato a casa nei giorni scorsi il tesserino del codice fiscale, inviandoglielo per posta, come da richiesta presentata in seguito a smarrimento. Peccato che la domanda era stata inoltrata nel 2000 e che la signora, classe 1916, è morta l’anno dopo. Che cosa è accaduto in tutti questi 12 anni? Colpa delle Poste? No, stavolta no, perché la lettera allegata al tesserino è protocollata 17 ottobre 2013. Ma ecco come sono andati i fatti di questa storia che appartiene alle stranezze della burocrazia. A fine 2000 la signora Giulia, che abita con i familiari a pochi chilometri da Cremona, si accorge di aver perso il codice fiscale. Che fare? Semplice, fa la richiesta per averne uno nuovo, come previsto dalla prassi. Tempo di aspettare ne ha, ma non troppo: qualche mese dopo, nel 2001, a 85 anni, la signora muore. E qui anche la storia del codice fiscale si interrompe, cosa che del resto sembrerebbe ovvia, date le circostanze. Invece no. Qualche giorno fa — dodici anni dopo la morte della signora e tredici anni (esatto, tredici anni) dopo la richiesta di un nuovo tesserino in seguito a smarrimento, suona il postino alla porta dei familiari, che ritirano una busta. Chi l’ha inviata? Sogei spa, via Mario Carucci 99, Roma e, come specificato sul lato b della busta stessa, «Società del Ministero dell’economia e delle finanze - Rif. Agenzia delle entrate». Andiamo bene, devono aver pensato i parenti della signora Giulia, temendo come minimo una multa o qualcosa del genere, perché in questi casi non si può mai stare tranquilli. Ma per quale motivo? E’ bastato aprire la busta per avere la risposta che, se da un lato ha fugato ogni timore, dall’altro ha lasciato un po’ di stucco i destinatari della strana missiva. La lettera che accompagna il tesserino, oltre al destinatario e al mittente (Agenzia delle entrate e Sogei), dice: «Gentile cliente, Le inviamo in allegato il suo tesserino di codice fiscale, invitandola a verificare i dati anagrafici in esso contenuti; qualora riscontri degli errori, potrà rivolgersi ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate per la correzione». Poi, dopo l’elenco dei casi in cui del tesserino può essere richiesta una copia (in caso si smarrimento o furto, quando intervengono variazioni dei dati anagrafici), la lettera si chiude con la firma del direttore dell’Agenzia delle entrate e del presidente e amministratore delegato Sogei, dopo aver rimandato anche al sito www.agenziaentrate.gov.it. A parte lo stupore, alla fine tutta la storia ha fatto un po’ sorridere e, soprattutto, ha regalato un sospiro di sollievo a chi l’ha ricevuta. Perché una cosa è certa: piuttosto di dover pagare una multa per chissà quale ragione — come si era temuto in un primo istante — meglio aspettare 13 anni per il tesserino del codice fiscale. E probabilmente è anche quello che avrà pensato la signora Giulia.

04 Novembre 2013

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