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CREMONA

Violenza sessuale di gruppo: chiesti sei anni

L'episodio lungo il Trebbia nell'agosto 2011: alla sbarra un 40enne e un 33enne di Cremona

Violenza sessuale di gruppo: chiesti sei anni
di Francesca Morandi
CREMONA - Sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo. Li ha chiesti il pm, Emilio Pisante, nei confronti di due uomini di 40 e 33 anni, di Cremona, a processo davanti al tribunale di Piacenza con l’accusa di aver abusato di una ventenne, anche lei cremonese, dopo una grigliata lungo il Trebbia, nell’agosto del 2011. L’avvocato di parte civile, Cristina Pugnoli, ha chiesto per la giovane 150mila euro di risarcimento, la difesa l’assoluzione. Il presidente del collegio, Italo Ghitti con i giudici Elena Stoppini e Maurizio Boselli, ha rinviato il processo al 19 novembre, giorno della sentenza. Due anni fa la ragazza fece una gita al Trebbia con gli amici. Alla compagnia si aggiunsero anche gli imputati che non facevano parte del gruppo, ma frequentavano lo stesso bar e conoscevano di vista la ventenne, la quale al processo dirà che quella sera tutti, tra una birra e l’altra, avevano bevuto un po’ troppo. Dopo la grigliata, la ragazza si ritirò nella sua tenda per dormire e solo all’indomani si accorse di essere stata vittima degli abusi. Sotto choc, confidò l’incubo alla sua migliore amica, presente anche lei alla grigliata. «Una testimone chiave», per l’avvocato di parte civile. Secondo l’accusa, la ventenne sarebbe stata addormentata e poi violentata. Fu poi visitata all’ospedale di Brescia, dove i medici, come è scritto nei referti, riscontrarono tracce di un rapporto sessuale, ma non segni di una violenza. E questo è stato un punto più volte sottolineato dalla difesa. Sostenuta dall’amica, la presunta vittima presenterà denuncia ai carabinieri di Cremona. I difensori degli imputati sostengono che la violenza non ci sarebbe stata. L’avvocato Francesco D’Andria, di Milano, ha più volte sottolineato come la perizia medica non parlasse mai in modo chiaro di violenza. L’avvocato Giovanni Benedini ha evidenziato che non ci sono prove dell’abuso e in ogni caso, gli imputati avrebbero interpretato in un certo modo alcuni segnali della ventenne durante quella serata trascorsa in riva al Trebbia tra barbecue e boccali di birra. 

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31 Ottobre 2013

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