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CASTELLEONE - IN COMUNE

50 euro per una fotocopia

Riproduzione di un documento sulle slot chiesta da un 72enne

50 euro per una fotocopia
di Matteo Berselli 

CASTELLEONE — Cinquanta euro per ottenere la copia autenticata di un documento. E’ la cifra che ha dovuto sborsare, ieri mattina, un cittadino castelleonese, per farsi consegnare un semplice foglio di carta. «Poco più di una banalissima fotocopia — sottolinea l’utente —: richiesta che in una qualsiasi cartoleria non mi sarebbe venuta a costare più di trenta centesimi». Il diretto interessato, G.D., ha 72anni. Ieri è entrato in municipio tranquillo e ne è uscito indignato. «Ciò che proprio non mi spiego — racconta — è come può in tempi come questi un ufficio pubblico, in questo caso il mio Comune, pretendere cinquanta euro da un cittadino che chiede una semplice fotocopia. E’ un’assurdità: l’impiegata ha soltanto estratto un foglio da un faldone, l’ha copiato e ha apposto un timbro. Neanche due minuti di lavoro». Il 72enne, con la massima trasparenza, spiega anche di che documento si tratta. «Mia figlia ha appena chiuso un locale, e lo sta cedendo a un nuovo gestore. Uno dei documenti necessari per perfezionare la vendita è l’autorizzazione all’utilizzo dei videopoker, ma una delle copie in nostro possesso è andata perduta. Così, sapendo che l’originale era depositata in Comune, sono andato a richiederla. Sinceramente mi aspettavo di dover pagare il corrispettivo di una fotocopia: mai avrei immaginato che una simile commissione potesse venirmi a costare cinquanta euro. Con i tempi che corrono, è così che la pubblica amministrazione pensa di aiutare i cittadini?». Dal Comune replica l’assessore all’Urbanistica, Paolo Spadari, che in attesa di ricevere riscontri più chiari sull’episodio, spiega che cosa prevede il regolamento comunale: «Prima di commentare dovremmo capire in quale casistica siamo: se si tratta di una richiesta di accesso agli atti o se invece stiamo parlando di una semplice copia. Nel primo caso esiste un tariffario e va fatto rispettare, perché comunque, breve o lunga che sia, comporta una ricerca da parte del personale dell’ufficio. Nel secondo caso, invece, l’utente avrebbe dovuto pagare solo il corrispettivo di una fotocopia: mi riservo di accertare come siano andate veramente le cose, per il momento mi limito a dire che in quell’ufficio tutti i cittadini vorrebbero sentirsi dire di sì, che le richieste sono spesso insistenti, e a volte gli impiegati si trovano sotto pressione. Altro, per ora, non sono in grado di aggiungere». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

27 Ottobre 2013

Commenti all'articolo

  • Alessio

    2013/10/28 - 23:11

    io sono stato molto più fortunato del malcapitato concittadino, ma devo raccontare che, per avere la copia della tessera per la "discarica", dopo aver atteso ben oltre i 90 giorni dichiarati ho dovuto pagare 3 euro ma non in contanti come dovrebbe logicamente essere, bensì via versamento in banca, dopo essere passato da 2 uffici in Comune per ritirare altrettanta documentazione cartacea. Una volta pagato son dovuto tornare in Comune restituire copia del versamento e finalmente entrare in possesso della tanto agognata tesserina (il tutto in circa un'ora, con buona pace di Asterix e Obelix alla ricerca del lasciapassare A38!). Questa è l'Italia ormai fallita!

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