il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

La moglie come una schiava, tunisino condannato a 10 anni

L'uomo ha violentato e picchiato la donna dopo avere 'combinato' il matrimonio con il padre di lei

La moglie come una schiava, tunisino condannato a 10 anni

CREMONA - E' stato condannato a 10 anni di reclusione (il pm della direzione distrettuale antimafia di Brescia Lidia Bonardi ne aveva chiesti nove anni) Ben Salah Tabai (tunisino di 47 anni) per aver ridotto in stato di schiavitù, violentato e aggredito la ex moglie connazionale. Per il nordafricano è stata inoltre disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro per risarcimento dei danni. I presidente del tribunale di Cremona Pierpaolo Beluzzi - con i giudici Francesco Sora e Andrea Milesi - si è preso 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza.

Nella lunga requisitoria, il pm è partito dalla ricostruzione dei fatti resa dalla vittima, «un racconto molto apprezzabile, privo di smagliature e molto articolato». La donna ha raccontato di essere stata costretta, in Tunisia, a sposare l’uomo che, per ‘combinare’ il matrimonio, aveva dato ottomila euro al padre della futura moglie. «L’imputato si spaccia come soggetto benestante, proprietario di una pizzeria in Italia, promette alla giovane moglie mari e monti e la porta in Italia. Lei che in Tunisia è fsisioterapista in un centro non si licenzia dal posto di lavoro. In Italia, però, non c’è nessuna pizzeria se non quella dove lui lavorava saltuariamente; non c’è nessuna casa, ma una pensioncina abbastanza squallida in quel di Parma. La coppia, poi si trasferisce a Cremona, la situazione precipita quando lei — che nel frattempo si era convertita alla religione cattolica — scopre che lui era già sposato con una italiana». E’ violento il racconto che la vittima ha reso agli inquirenti. «L’imputato ha imposto alla vittima il velo, mentre in Tunisia non lo metteva, inoltre è ricorso a bruciature con il coltellino per ripotarla a miti consigli».

Ora è in corso l’aringa dell’avvocato di parte civile Guido Priori, la parola poi passerà all’avvocato Michele Tolomini di parte dell’imputato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

15 Ottobre 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000