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Lunedì 05 Dicembre 2016

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GESTIONE RIFIUTI

Inceneritore, il Pd: 'Retromarcia del Pdl'

Secondo i democratici: 'Non aumento dell’utilizzo del termovalorizzatore significa possibilità di un suo ammodernamento e si tratta di una sconfessione della delibera approvata in consiglio comunale'

Inceneritore, il Pd: 'Retromarcia del Pdl'

CREMONA - Sul tema dell'inceneritore e della gestione dei rifiuti si è arrivati alle disquisizioni linguistiche. «Non aumento dell’utilizzo del termovalorizzatore» significa possibilità di un suo ammodernamento (come vorrebbe l’Aem)? Secondo il Pd, sì. Ne discende che quella formula contenuta nella nota diramata dai capigruppi dei gruppi di maggioranza (Pdl, Lista Perri, ‘misto’) è una sconfessione, «una retromarcia» rispetto alla delibera approvata, dieci giorni fa, dal centrodestra e dal centrosinistra, per una volta insieme. 

"La presa di posizione del Pdl dopo il voto in consiglio comunale - spiega la capogruppo del Pd Maura Ruggeri - che ha visto concordi gli stessi consiglieri di maggioranza ed il Pd sugli indirizzi riguardanti il ciclo dei rifiuti a Cremona, ha il chiaro sapore di una retromarcia e comunque di un ripensamento delle posizioni assunte A questo punto noi chiediamo una verifica delle posizioni, perché gli indirizzi scaturiti nel confronto in Consiglio comunale parlavano chiaro: estensione della differenziata con l’obiettivo del raggiungimento del 100% a Cremona città entro i primi mesi del 2014 e, conseguentemente , diminuzione della termovalorizzazione del rifiuto indifferenziato, il che significa graduale dismissione del termocombustore. Dire no al potenziamento del termocombustore non significa mantenimento della capacità attuale nonostante la diminuzione del conferimento dell’indifferenziato, questo era emerso chiaramente nel dibattito! Inoltre nel documento d’indirizzo votato dal consiglio, il Comune assegna al gestore il compito di valutare tecnologie alternative al termocombustore ed alla discarica . Non è possibile definire una data per la dismissione, ma la scelta pareva chiara, coerente con l’ indirizzo assunto dai sindaci del cremasco e con le possibilità che le nuove tecnologie in tema di trattamento di rifiuti consentono. L’esperienza di Reggio Emilia indica la strada , oggi possibile perché la tecnologia lo consente, di realizzare nuove modalità di trattamento dei rifiuti orientate al massimo recupero possibile di materiale ed alternative all’incenerimento. Queste sono le indicazioni su cui il gestore Lgh deve mettersi al lavoro, riteniamo che la realtà di Reggio Emilia possa costituire un chiaro orientamento per il nostro territorio, anche in vista della definizione del Piano provinciale rifiuti".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

09 Ottobre 2013

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