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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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BANCARELLE E FESTE: RICHIESTA DI REGOLAMENTAZIONE

"Sagre, aziende ombra"
Commercianti all'attacco

Confesercenti e Confcommercio contro il proliferare di manifestazioni in "aperta e sleale concorrenza con le regolari attività"

"Sagre, aziende ombra"
Commercianti all'attacco
CREMONA - I commercianti si schierano contro le bancarelle: troppe le sagre, le feste di piazza e i mercatini che minano l'attività degli operatori locali. Così, a poche ore di distanza l'una dall'altra, Confesercenti e Confcommercio inviano due comunicati distinti in cui si critica il proliferare indiscrimato di questo tipo di manifestazioni. Ecco le due note.

CONFCOMMERCIO. L’ennesima edizione delle “Bancarelle del Forte”, in programma nel fine settimana, ha spinto la Confcommercio a una severa presa di posizione. Si invitano le Amministrazioni Comunali ad una valutazione più approfondita prima di concedere le autorizzazioni. “Siamo fortemente preoccupati per una prassi che ormai sta diventando una consuetudine” scrive il presidente Pugnoli, quasi ad evidenziare un disagio crescente e lamentando l’assenza di ogni consultazione con le associazioni di categoria, nonostante queste rassegne finiscano con “arrecare grave danno all’intero sistema dei negozi di vicinato e al centro commerciale naturale della città”. A dar forza alle sue ragioni la Confcommercio ricorda quanto afferma la legge Regionale (titolo 3° legge 6/2010) che indica come il commercio ambulante sia regolamentato da “una programmazione organica che tiene conto di tutta la rete distributiva e delle esigenze della collettività in modo da realizzare uno sviluppo pianificato del commercio sul territorio lombardo”. Inoltre, come in più occasioni ha evidenziato anche la Confcommercio Nazionale, al dì là della suggestione del nome, i mercatini del Forte si configurano come normali rassegne ambulanti senza alcuna caratterizzazione. Basti, in proposito, ricordare che ci sono sei consorzi con denominazioni che evocano la località turistica della Versilia. Ma si tratta di espositori che non svolgono la maggior parte della loro attività nella località turistica. Una situazione che, certo, non giova neppure all’immagine di chi si fa promotore o, in qualche misura, supporta la rassegna scrive ancora Pugnoli alla Amministrazione che, di fatto, rilascia la autorizzazione. “Non siamo i soli a lamentarci della situazione - rilancia la Confcommercio – Ci sono prese di posizione persino a livello nazionale, oltre che in molte regioni. Le Associazioni di categoria, infatti, in maniera unanime, ritengono la formula dei consorzi del Forte invasiva dei territori. Una forma di iniziative che utilizza in modo a volte strumentale il marchio del Forte in quanto l’unico vero Mercato di Forte dei Marmi si trova, come è ovvio, al Forte. Stupisce trovarla all'ordine del giorno anche nella nostra città, che non ha bisogno di sottrarre ai negozi e ai mercati, già in difficoltà, altre fette di lavoro”. E a maggior ragione stupisce che venga attuata, a turno, dai centri commerciali limitrofi, già avvantaggiati per viabilità e parcheggi rispetto al cuore di Cremona. “La nostra contrarietà a queste forme di mercato – conclude il presidente Pugnoli - è rafforzata dalla difficile situazione economica che di per sé porta una diminuzione dei consumatori presenti nei negozi o che partecipano ai tradizionali mercati settimanali dirottandoli verso altre occasioni di esposizioni mercatali identiche alle nostre, ma con operatori che vengono da altrove sottraendo risorse senza alcun ritorno per il nostro territorio”.

CONFESERCENTI. Confesercenti Regionale Lombardia avanza una progetto di legge per la regolamentazione di feste e sagre popolari. L’associazione, raccogliendo le innumerevoli e pressanti sollecitazioni che pervengono dalle imprese territoriali, ha sottoposto la scorsa settimana all’assessore regionale al Commercio, Alberto Cavalli e a tutti i Capigruppo consiliari in Regione, il documento con cui illustra la necessità ormai improcrastinabile di porre mano ad una regolamentazione delle manifestazioni che, sotto la denominazione di “sagre e feste popolari” hanno assunto il carattere di permanente offerta commerciale, in aperta e sleale concorrenza con le regolari attività di somministrazione alimenti e bevande. Di fatto, in questi ultimi anni la proliferazione di sagre, feste popolari, circoli privati e comitati vari ha subito un’incontrollata accelerazione: se da un lato questi eventi contribuiscono a rendere più vivaci le serate estive, dall’altro uno svolgimento indiscriminato degli stessi finisce con il danneggiare chi esercita tutto l'anno attività di ristorazione con passione, spirito di sacrificio e professionalità e si configura in molti casi come un inganno per i consumatori (i prodotti proposti non sono tipici e in molti casi nemmeno controllati o affidabili), un grave danno per l’erario (che viene frodato di contributi previdenziali e tasse) e una concorrenza sleale per i ristoratori e i negozianti del luogo, soggetti a controlli e normative che non valgono per chi si avvale della “maschera” della sagra. Certo, non tutte le sagre sono così. Molte assolvono in maniera esemplare al compito di promuovere storia e tradizioni, anche enogastronomiche, del territorio, così come ci sono quelle che svolgono un’importante funzione sociale per le esplicite e meritorie finalità benefiche. Anche e proprio al fine di preservare intatte tutte queste positività, è indispensabile introdurre delle regole nel settore che garantiscano un corretto svolgimento di questi appuntamenti. A fronte di una situazione da troppo tempo ormai “fuori controllo”, Confesercenti Lombardia ribadisce quindi l’esigenza di predisporre un nuovo strumento normativo che consenta di distinguere fra iniziative promosse da onlus, pro-loco, parrocchie, partiti politici e quelle organizzate da altri soggetti che, di fatto, rappresentano vere e proprie “aziende ombra” della ristorazione. Il Pdl proposto da Confesercenti ha l’obiettivo di garantire pari opportunità a tutti gli operatori, nel rispetto del principio della libera concorrenza; tutelare in primo luogo i cittadini-consumatori, assicurando la qualità delle feste all’aperto e prevedendo tra gli obblighi previsti per gli organizzatori anche quello di esporre in modo chiaro e visibile al pubblico i prezzi praticati e le informazioni relative agli ingredienti utilizzati per confezionare gli alimenti somministrati. Mira inoltre a distinguere tra le attività realizzate da proloco, parrocchie, partiti politici, enti pubblici, associazioni no profit etc. e quelle iniziative, ormai il 65% delle sagre e feste popolari, che hanno tutt’altro che natura benefica, turistica, culturale o politica e che rappresentano di fatto vere e proprie aziende “ombra” della ristorazione. Per giungere agli obiettivi che la legge si prefigge, in particolare si ritiene necessario programmare gli eventi nell’ambito di una politica territoriale attuata dal Comune di pertinenza che tenga conto di tempi, modalità e frequenza nell’organizzazione delle cosiddette sagre e feste popolari e che va effettuata di concerto con le associazioni di categoria, consultando sia gli operatori dei pubblici esercizi sia i consumatori. Il presidente regionale di Confesercenti, Giorgio Ambrosioni e il direttore Giancarlo Morghen accolgono con soddisfazione la formazione di un gruppo di lavoro che si è costituito in Regione per analizzare le possibilità di integrare alla normativa regionale vigente i punti suggeriti ed auspicano che l’iniziativa sia di buon auspicio per il prosieguo di un positivo confronto e per una politica seria ed efficace in materia di regolamentazione delle sagre e feste popolari sul territorio. 

02 Ottobre 2013

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