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Droga al detenuto, donna in arresto

Hascisc nascosto in una confezione di formaggio

Droga al detenuto, donna in arresto
CREMONA - La Polizia Penitenziaria di Cremona ha sventato un tentativo di introduzione di droga all’interno del carcere. Lo rende noto il segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria SAPPE Donato Capece. “Una donna si è presentata ieri all’ufficio rilascio permessi con un pacco da consegnare al detenuto in parola, contenente vestiti e alimenti vari, tra cui una confezione di formaggio tipo 'pecorino pepato'. Quest’ultimo, sottoposto all’analisi della strumentazione elettronica in dotazione al Corpo evidenziava la presenza di altra sostanza risultata poi essere sostanza stupefacente tipo hashish, così come rilevato a seguito del sezionamento e della rilevazione del narcotest in dotazione al Reparto. L'esame è stato effettuato dal personale di polizia Penitenziaria e detta sostanza si presentava avvolta all’interno di un involucro di plastica tipo pellicola, di colore marrone scuro, ben compatta e del peso complessivo di 5.7 grammi circa. Successivamente alle suddette operazioni e previa comunicazione al P.M. di turno il personale ha arrestato la donna. Ancora una volta, l'intuito e la professionalità della Polizia Penitenziaria ha evitato che della sostanza stupefacente giungesse fino alle sezioni detentive”. “Questi episodi - prosegue - oltre a confermare il grado di maturità raggiunto e le elevate doti professionali del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Cremona, ci ricordano che il primo compito della Polizia Penitenziaria è stato e rimane quello di garantire la sicurezza dei luoghi di pena e impongono oggi più che mai una seria riflessione sul bilanciamento tra necessità di sicurezza e bisogno di trattamento dei detenuti. Tutti possono immaginare quali e quante conseguenze avrebbe potuto causare l’introduzione di droga in Istituto”. Capece ricorda che la percentuale di tossicodipendenti tra i detenuti si attesta oggi al 25% delle presenze: uno su quattro, dunque ha problemi di droga: “E’ allora opportuno agire sul piano del recupero sociale per i detenuti tossicodipendenti, attraverso un circuito penitenziario differenziato che faccia loro scontare la pena nelle Comunità di recupero, ma è altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilità che all'interno del carcere entri la droga. Spesso, come ad esempio è avvenuto a Cremona, è la professionalità della Polizia Penitenziaria a consentire di individuare i responsabili e di denunciarli all'autorità giudiziaria, ma ciò non è sufficiente. Ma si può e si deve fare di più per contrastare l’introduzione di stupefacenti in carcere”.

27 Settembre 2013

Commenti all'articolo

  • 2013/09/27 - 15:03

    Il recupero dei detenuti é possibile,certo...................buttando via le chiavi delle loro celle!!!

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