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Domenica 11 Dicembre 2016

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Tamoil, gli esperti: 'La falda è ancora inquinata'

Situazione 'pericolosa' per Bissolati e Dlf, in alcuni casi la concentrazione di benezene supera di mille volte il valore consentito

Tamoil, gli esperti: 'La falda è ancora inquinata'

La raffineria Tamoil

CREMONA - L’inquinamento della falda superficiale e intermedia all’interno e a valle della Tamoil «è ancora in atto». I terreni sotto la raffineria e sotto le canottieri sono «tuttora contaminati», perché gli interventi di messa in sicurezza «hanno effetti del tutto inadeguati». Perché la barriera idraulica realizzata nel luglio del 2007, quando è decollata l’inchiesta, non è sufficiente ad impedire alle acque sotterranee contaminate dall’area dello stabilimento Tamoil di scorrere verso le canottieri e più a valle, verso il Po. E’ come se si volesse fare il bucato a mano in un catino d’acqua sporca.

E’ un quadro allarmante quello delineato dai chimici Mauro Sanna e Roberto Monguzzi e dal geologo Bruno Grego, i periti nominati dal gup Guido Salvini nel processo madre sull’inquinamento della falda che si sta celebrando con il rito abbreviato (la prossimo udienza è fissata per il 22 ottobre). Gli esperti già messi in campo dal gip del tribunale di Taranto per il caso Ilva, hanno consegnato una relazione di 368 pagine, in cui danno le risposte ai quesiti posto loro dal giudice, lavorando sui dati dell’Arpa.

In alcuni casi, la concentrazione di benzene è risultata addirittura di mille volte superiore al valore previsto per le acque potabili. Più in generale, «i valori di concentrazione riscontrati per benzene, idrocarburi come toluene e etilbenzene e mtbe superano i valori massimi stabiliti quale soglia limite per definire un potenziale pericolo per la salute delle persone». Ancora, «si tratta di valori che indicano una seria compromissione della falda». Valori che «denunciano la presenza di una situazione di rischio igienico-sanitario». E non c’è da stare tranquilli nè alla Bissolati né al Dopolavoroferroviario, dal momento che i periti evidenziano che nelle due canottieri «sono presenti pozzi destinati ad uso igienico-assimilato irriguo che insistono, per profondità, sulla falda intermedia e quindi allo stato, anche se non risultano contaminati, insistono su una falda, come dimostrato, inquinata in modo tale da pregiudicare l’uso di tali acque».

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25 Settembre 2013

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