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'Fuori strada per evitare il puma'
La testimonianza è credibile

Mirko Cordani è stato messo alle strette dai carabinieri, con lucidità non ha ritrattato la prima versione e il suo racconto è ritenuto credibile: il felino parrebbe dunque essere vivo ed essersi spostato

'Fuori strada per evitare il puma'
La testimonianza è credibile

L'auto di Cordani dopo il fuori strada e un puma

ANNICCO - Messo alle strette, incalzato per quasi un’ora dai carabinieri di Soresina che gli hanno anche prospettato la possibilità di una denuncia per procurato allarme nel caso non avesse raccontato la verità, non ha cambiato versione il 21enne finito in un fossato con la sua auto, contro la spalla di un ponticello in cemento armato, alle 20,30 di lunedì tra Barzaniga e Casalmorano. «Sono andato fuori strada per evitare il puma» aveva spiegato subito dopo l’incidente.

E non ha ritrattato: «Mi sono ritrovato il felino sulla carreggiata — ha ribadito ai militari —: ve lo giuro. Non avrei motivo per mentire, avrei potuto tranquillamente dire che mi aveva attraversato la strada un cane o una nutria». Mirko Cordani, con lucidità, ha descritto perfettamente l’animale: «Era a non più di un metro e mezzo, due metri al massimo da me e quindi ho potuto vederlo perfettamente. E’ beige, ha la coda lunga e la stazza di un pastore tedesco, mi è sembrato molto, molto magro». Agli inquirenti è apparso sincero, il giovane residente a Grontorto e dipendente di una azienda della zona. E ancora realmente spaventato nel ripercorrere la seconda fase del suo incontro ravvicinato con il predatore: «Quando sono riuscito ad aprire la portiera e sono uscito dalla mia vettura — ha proseguito in modo lineare davanti agli uomini del comandante Luigi Illustre, che verbalizzavano la sua testimonianza — quell’esemplare era ancora lì. Non era scappato. Mi ha guardato. Era fermo. Immobile. Io ero terrorizzato perché, fra l’altro, essendomi rotto il setto nasale perdevo molto sangue e ho pensato che l’odore potesse attirare il predatore. Per fortuna, dopo qualche istante in cui ho davvero temuto che mi potesse aggredire, con un balzo ha saltato il fosso ed è sparito nel mais. A quel punto ho capito che il peggio era passato ma non sapevo cosa fare. C’era già piuttosto buio ed ero paralizzato dalla paura. Poi è passato un automobilista, mi ha soccorso e mi ha fatto salire sulla sua macchina. Ci siamo chiusi dentro. Lì ho iniziato a calmarmi».

Il puma, quindi sarebbe vivo e si è spostato di circa un chilometro dalla Persicana ampliando, di fatto, la zona delle ricerche.

26 Settembre 2013

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