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Formaggi avariati, il pm chiede 5 anni per il titolare della Tradel

I risarcimenti potrebbero ammontare a decine di migliaia di euro

Formaggi avariati, il pm chiede 5 anni per il titolare della Tradel

CREMONA - Caso formaggi avariati: il pm Francesco Messina ha chiesto la condanna a cinque anni di reclusione per Domenico Russo, imprenditore siciliano titolare dello stabilimento Tradel di Casalbuttano; tre anni per Luciano Bosio, direttore dello stabilimento; due anni e sei mesi per George Vlagea, responsabile del magazzino. I tre sono accusati in concorso di aver lavorato formaggi pieni di muffe e pezzi di plastica, molto rischiosi per la salute. Il pm ha inotre chiesto due anni e sei mesi di reclusione per Riccardo Crotti, all'epoca dei fatti responsabile del dipartimento dell'Asl veterinaria, e un anno e sei mesi a testa per i veterinari Paolo Balestreri e Andrea Chittò, tutti accusati di abuso di ufficio. 

Messina ha usato parole dure nelle oltre due ore di requisitoria sul caso esploso nel 2006, quando la GdF ha potuto verificare direttamente che alla Tradel venivano trasformati prodotti  - provenienti dal colosso Galbani, da Brescialat, dalla Centrale del Latte di Firenze e da altri fornitori - che "sarebbero dovuti finire in discarica e, invece, venivano lavorati a Casalbuttano e, da qui, portati allo stabilimento della Megal, in provincia di Novara, di cui era titolare sempre Russo". Alla Tradel, inoltre, venivani lavorate anche croste di gorgonzola che, per legge, vanno smaltite in discarica perché possono provocare gravi conseguenze sulla salute dell'uomo: "Alla Tradel sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie disastrose - ha dichiarato Messina -. Se tutto questo è potuto accadere è grazie a Russo e ai suoi più stretti collaboratori. Ma dobbiamo anche ringraziare i funzionari dell'Asl che hanno svolto il loro ruolo di controllori in maniera molto, molto particolare. Non hanno mai fatto un controllo a sorpresa e hanno sempre, sempre annunciato i controlli. Hanno sempre preavvisato". Messina, infine, ha chiesto l'assoluzione per Francesco Tripdoi, responsabile del magazzino della Megal, che avrebbe svolto nella vicenda un "ruolo marginale". 

La parola è, quindi, passata agli avvocati di parte civile: il legale del consorzio di tutela Provolone Valpadana Vito Castelli ha chiesto una provvisionale di 10mila euro Vito Castelli; un minimo di 10mila euro di risarcimento danni è stato pure richiesto dall'avvocato di Altroconsumo Nora Lisa Passoni in sostituzione dell'avvocato Patrizio Nicolò.

Efficace nota di colore di stampo bucolico da parte dell'avvocato Antonino Andronico, difensore di Bosio, che ha preso la parola rivolgendosi al presidente Pio Massa e ai giudici Francesco Sora e Andrea Milesi: "Vi racconterò come si fa il taleggio nelle valli bergamasche. Non aspettativi di trovare caseifici con ambienti sterili e sopraffini: troverete cascine con forme bianche di primo sale adagiate sulle scansie e, a due metri e mezzo, le vacche che mangiano, bevono, urinano e defecano. Tutto nello stesso ambiente! E troverete anche nuvole di mosche. Il consorzio di tutela del taleggio ad oggi dichiara che la buccia del taleggio è perfettamente edibile. Io non vogglio generalizzare nulla, ma chi ha creato l'universo lo ha fatto con un testa più grande della nostra"

 

24 Settembre 2013

Commenti all'articolo

  • carmen

    2013/09/25 - 15:03

    dopo 7 anni dove c'è stato un attentato alla salute di tutti i cittadini ...finalmente sappiamo chi ha fornito loro le materie prime .Altro che 5 anni ....50 ce ne vorrebbero per chi specula sulla salute della gente.

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