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Domenica 11 Dicembre 2016

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GOLPE IN EGITTO

I giorni d'angoscia dell'imam Fathy

La comunità di circa ottanta persone a Cremona segue con ansia l'evolversi del conflitto in patria

I giorni d'angoscia dell'imam Fathy

Posti di blocco sul lungomare di Alessandria

"In queste ore si rivela la vera faccia del potere militare"
CREMONA - Un occhio rivolto di continuo allo schermo della televisione, sempre sintonizzata sui siti all news. Contatti continui con i connazionali che ad Alessandria, la sua città, sono in mezzo al massacro e ne portano i segni. Sono ore disperate quelle che si trova a vivere a Cremona Hassan Fathy, imam itinerante egiziano, rientrato dall'Egitto il 30 giugno scorso, «il giorno in cui c’è stato il golpe, quando il dottor Morsi è stato tolto il potere ottenuto con il voto, che ha visto l’affermazione dei fratelli musulmani», spiega Fathy. Tra i circa ottanta egiziani che risiedono in città questi giorni sono una prova durissima: «Mi tengo in contatto con amici e parenti ad Alessandria tramite telefono, mail, social network e tutte le opportunità che fornisce internet. Sono molto preoccupato e le immagini che scorrono sulle televisioni , con l’esercito che spara su cittadini inermi, fanno capire che la situazione sta per degenerare. Io temo il peggio — spiega il cittadino egiziano — perché abbiamo superato il punto di non ritorno. Il punto è che il fronte laico, il vecchio regime legato a Mubarak, ha sistematicamente sabotato il paese non appena il dottor Morsi ha vinto le elezioni nel rispetto della democrazia. Loro hanno in mano i centri nevralgici del paese ed hanno alimentato la disperazione per poi arrivare al golpe. In queste ore si rivela la vera faccia del potere militare».
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16 Agosto 2013

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