il network

Sabato 26 Maggio 2018

Altre notizie da questa sezione

in corso:

Blog


STAGNO LOMBARDO

La cascina delle rondini

L'edificio rurale in golena accoglie 350 esemplari distribuiti in 60 nidi

La cascina delle rondini

STAGNO LOMBARDO — Una cascina in golena immersa nel verde ed un amore innato per la natura: questi i due tratti distintivi di Antonio Menta, 78enne agricoltore che da sempre ospita centinaia di rondini. «La cascina delle rondini» era stata definita alcuni anni fa, e non per niente: oggi qui ce ne sono più di 350, che ‘alloggiano’ in oltre 60 nidi sparsi nella stalla dell’asino ‘Francis’, nei garage e sotto i porticati. E proprio qui a ‘Cascina Suore’, un ex convento, lo scorso febbraio sono giunti biologi e studiosi in team dall’Università di Milano per inserire questo angolo di Pianura Padana in una ricerca sugli uccelli migratori. Gli studiosi giunti a febbraio non sono ancora tornati «ma — precisa Antonio — ci pensa mio nipote a comunicargli quello che succede. Mi spaventa l’idea che mettano un microchip alle ‘mie’ rondini: ho paura che si possano far male alle ali se le prenderanno con le reti». Ogni giorno l’uomo, che vive con la moglie Silvana e 5 fidati cani, controlla che le sentinelle della primavera stiano bene, si preoccupa di fare trattamenti specifici ed innocui contro i parassiti «se hanno le pulci si agitano ed i piccoli cadono dal nido» spiega Menta. «Qui stanno bene, hanno tutto quello che gli serve e poi io amo la natura, gli animali. Pensi che quando andavo in giro col camion se vedevo una lumaca in mezzo alla strada mi fermavo a spostarla». E poi la sera prima di andare a letto si premura di chiudere le finestre con apposite reti costruite ad hoc per tenere alla larga dai nidi barbagianni e civette. Non che gli altri uccelli non siano i benvenuti: qui ne sono giunti alcuni feriti, che ‘Toni’ ha curato. «Un barbagianni aveva un’ala rotta. Con un pezzo di metro da muratore gliel’ho steccata e mia moglie lo imboccava. Quando l’abbiamo lasciato libero volava più in alto della torre di Stagno». Ogni anno quindi a marzo è grande festa quando giungono le prime rondini, che restano poi fino a settembre, dopo aver ‘svezzato’ due nidiate. «A volte restano fino dopo metà ottobre, perché ci sono i novellini della terza nidiata» precisa Antonio, che conclude «A chi dice che sporcano, rispondo di guardare quanto inquina l’uomo. Chi sporca di più?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

15 Agosto 2013