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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Un'upupa in via Gelsomino

Il volatile una volta era molto comune dalle nostre parti, oggi se ne vedono molti meno

Un'upupa in via Gelsomino

L'upupa fotografata in via Gelsomino

CREMONA  - Uno splendido esemplare di upupa è stato fotografato in questi giorni in un giardino di via Gelsomino, prima periferia della città in prossimità di via Giuseppina. L'uccello arriva regolarmente all'ombra del Torrazzo. Il volatile, inconfondibile per il modo di volare e il canto, predilige i paesaggi agricoli come quello che caratterizza il territorio della provincia di Cremona. Una volta era molto comune nelle nostre campagne, oggi se ne vedono molti meno.

Dal sito www.uccellidaproteggere.it: L'upupa è lunga tra i 25 e i 29 centimetri e ha un’apertura alare che sfiora il mezzo metro (44 – 48 cm). Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il capo è provvisto di un ciuffo erettile di penne, il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso.
In volo la silhouette è caratterizzata da ampie ali arrotondate e dal lungo e sottile becco; posata appare snella, con corti piedi e testa ornata da un vistoso ciuffo erettile di penne ad apice nero. I sessi sono simili. È amante dei luoghi secchi, semi-alberati caldi e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere. Il tradizionale paesaggio agricolo dei versanti vallivi esposti a sud, con un mosaico di filari d'alberi, campi terrazzati, prati e vigneti, è ideale per l'Upupa. È presente anche nelle zone verdi delle città. Si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti, molluschi e ragni. All'inizio del periodo riproduttivo il maschio esegue una semplicissima parata nuziale spiegando a ventaglio la cresta: un ciuffo erigibile ogni qual volta l'animale si trova in stato di agitazione. Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali. Il nido emanerà inoltre un gran fetore in quanto non viene mai pulito dai rifiuti e dal liquido maleodorante emesso dall'uropigio di madre e piccoli. Questo fetore serve per tener lontano i predatori e per attirare contemporaneamente gli insetti di cui l'upupa si nutre. La nidificazione avviene generalmente in ambienti alberati ma non umidi e le uova bianche e grigie, da quattro a sette, vengono deposte alla fine di aprile o ai primi di maggio. La cova dura 16 giorni e durante questo periodo il maschio nutre la femmina portandole il cibo due o tre volte all'ora. La femmina, dopo la schiusa, resta con i piccoli per almeno dieci giorni anche in questo periodo tocca esclusivamente al maschio sfamare la famiglia. I piccoli si involano verso il venticinquesimo giorno, e cioè nella seconda metà di giugno. Vi possono essere anche due covate. Terminato il periodo riproduttivo, le upupe partono per i quartieri invernali con una migrazione poco appariscente. L’Europa centro-orientale rappresenta l’area di inanellamento delle Upupe segnalate in Italia. Molti i Paesi rappresentati, da Germania e Polonia a nord, all’area baltica ad est. La gran parte delle segnalazioni in Italia sono localizzate lungo le coste, dall’alto Adriatico alla Liguria, con una prevalenza in Puglia e nell’area tra Calabria e Sicilia. Ampiamente distribuite le distanze percorse, da poche centinaia e fino a ben 1.600 Km dal sito di inanellamento. Le poche ricatture entro i confini nazionali mostrano spostamenti anche considerevoli ma non consentono di mettere in luce andamenti particolari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

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06 Agosto 2013

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