il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


DRAMMA IN SALA PARTO

Sara in terapia intensiva
Pesanti strascichi giudiziari

Bimbo venuto alla luce senza vita: la famiglia querela, l'ospedale pronto alla controdenuncia

Sara in terapia intensiva
Pesanti strascichi giudiziari

L'ospedale di Asola

PIEVE SAN GIACOMO – Sara Baldo resta ricoverata all’ospedale Poma di Mantova in condizioni serie: dopo il cesareo nella sala parto dell'ospedale di Asola, quando i medici hanno estratto dall’utero il suo bimbo senza vita, la 28enne di Pieve San Giacomo è sotto stretta osservazione in terapia intensiva, dove è stata trasferita al termine di un un delicato intervento.

STRASCICHI GIUDIZIARI. La tragedia avrà degli strascichi giudiziari. Giuseppe Bergantino, padre 54enne del compagno di Sara, il 27enne Carmine, ha denunciato l’ospedale di Asola perché è convinto che i medici abbiano proceduto con il cesareo «troppo tardi, due ore dopo il ricovero». Dall’ospedale non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali, ma secondo indiscrezioni trapelate in giornata è possibile che l’ospedale decida di denunciare a sua volta il nonno del piccolo, che avrebbe perso le staffe dopo il dramma facendo irruzione in sala operatoria. Voci che al momento, però, non trovano conferme ufficiali. E che vengono seccamente smentite dal figlio del 54enne: «Mio padre non è mai entrato in sala operatoria – afferma Carmine – il diverbio con il medico è avvenuto in sala d’attesa, a intervento finito». 

IL DRAMMA.  Dramma venerdì pomeriggio all'ospedale di Asola per una famiglia di Gazzo Pieve San Giacomo. In attesa di partorire, Sara Baldo, 28 anni, è stata portata d'urgenza in sala parto per un taglio cesareo, ma il bimbo è stato estratto dall'utero senza vita. La mamma del nascituro si era presentata in ospedale qualche giorno prima rispetto alla data prevista in quanto aveva fitte al ventre che potevano essere scambiate per dolori da travaglio. Immediato il ricovero in Ostetricia. Un paio d'ore dopo, però, la 28enne è finita d'urgenza in sala parto. Purtroppo l'esito è stato infausto per il bimbo. Disperato il genitore, Carmine Bergantino, 27 anni, benzinaio rimasto senza lavoro; il padre di quest'ultimo,  Giuseppe, 54 anni, residente a Mantova, che ha chiamato i carabinieri. I militari hanno parlato con i famigliari e chiesto al reparto una copia della cartella clinica, in vista della probabile inchiesta giudiziaria che sarà aperta per fare luce sull'accaduto. Le indagini dovranno accertare se sia stato commesso qualche errore oppure se nulla si poteva fare per salvare il piccolo. Intanto, dopo il taglio cesareo, la mamma è stata sottoposta ad un secondo intervento per una emorragia. Per chiarire quanto avvenuto è prevista l'esecuzione dell'autopsia sul bimbo.

APPROFONDIMENTO SULL'EDIZIONE IN EDICOLA LUNEDI' 5 AGOSTO

04 Agosto 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000