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Sabato 03 Dicembre 2016

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SORESINA

Svolta alla casa di riposo
L'allarme di Maggi

Gestione della Zucchi Falcina

L'assemblea di ieri pomeriggio
[FIRMA]<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».
[FIRMA]<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».
[FIRMA]<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».
[FIRMA]di Matteo Berselli
<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».
<CF120><CP5><CL7.5>© RIPRODUZIONE RISERVATA<QR>
[FIRMA]di Matteo Berselli
<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».
<CF120><CP5><CL7.5>© RIPRODUZIONE RISERVATA<QR>

SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione, il consigliere comunale di minoranza, Claudio Maggi, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».

Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà precisa».[FIRMA]<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA<MC>SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA
In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».
Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà pre
SORESINA — Numeria rileverà l’immobile, Gheron di Piacenza gestirà la casa di riposo. Sul futuro della Fondazione Zucchi Falcina trapela qualche certezza in più. L’acquirente che effettuerà materialmente la transazione mettendo sul piatto gli ormai pattuiti 13 milioni di euro è la società veneta, che attraverso uno dei propri fondi immobiliari, denominato Fondo Salute 2, diventerà proprietaria della struttura. Dopodiché, in un secondo passaggio, la gestione della Rsa verrà affidata a Gheron srl, società con sede a Piacenza. «Il percorso che vogliamo completare è questo — spiega il presidente <CF103>Simone Toscani</CF> — e ripeto, offre buone garanzie a ospiti e lavoratori. Vista la situazione economico-finanziaria dell’ente, è il massimo che si può ottenere».</MC>[/FIRMA]In attesa di ricevere da Numeria qualche ragguaglio in più sui termini dell’operazione (ieri l’amministratore delegato era fuori sede), il consigliere comunale di minoranza, <CF103>Claudio Maggi</CF>, sulla vera identità degli acquirenti invita a prestare la massima attenzione: «Se come sembra anche qui ci sono di mezzo le cosiddette scatole cinesi, c’è da avere paura. Abbiamo già sperimentato con Icos e il polo sanitario, e poi si è visto com’è andata a finire. In ogni caso la vendita della Zucchi Falcina rappresenta il fallimento della politica soresinese, e la colpa è da dividere equamente tra chi ha ricoperto cariche in consiglio e chi, per molti anni, ha diretto da tecnico la struttura».Chi invece non si rassegna a dare per persa la Fondazione e continua a sperare in un ripensamento in extremis è il consigliere del Pd, <CF103>Giuseppe Mametti</CF>: «Sono convinto che un’analisi attenta dei conti possa permettere di acciuffare per i capelli questo malato grave e condurlo al salvataggio. In assemblea è emerso che la situazione contabile attuale è meno compromessa di quanto si temeva, segno che l’azione di contenimento avviata nell’ultimo anno ha dato buoni risultati; invito quindi i componenti del consiglio d’amministrazione a eseguire un esame dettagliato di tutte le voci in uscita, in modo da evitare uno smacco così grande alla nostra città. D’intesa con la parrocchia, che si è mostrata sensibile alla vicenda, magari qualche soluzione si può trovare, l’importante è percorrere tutte le strade possibili per evitare la cessione. E sia chiaro: non sono io a chiederlo, sono i soresinesi. Con 1200 firme che esprimono una volontà preci

26 Luglio 2013

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