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L'ADDIO AL VENTENNE MORTO IN SALA OPERATORIA

"Riccardo, sei sempre con noi"

Gli amici portano a spalla la bara bianca tra gli applausi

"Riccardo, sei sempre con noi"
CREMONA - La bara bianca è arrivata in chiesa portata a spalla dagli amici e dai compagni di squadra, nell'applauso dei tantissimi che hanno gremito la chiesa del Cambonino. E' stato struggente l'addio a Riccardo Sapienza, il ragazzo di vent'anni morto in sala operatoria, all'ospedale Maggiore. I giovani presenti hanno intonato un coro: "Sei sempre con noi". E al termine del rito funebre sono stati lanciati in cielo palloncini colorati.

IN PREGHIERA PER RICCARDO. Alla veglia funebre, venerdì sera, hanno partecipato tanti giovani: nella parrocchiale è stata la serata delle lacrime e della riflessione. Perché l'improvvisa scomparsa di Riccardo si porta appresso interrogativi carichi di inquietudine. Attorno ai familiari del ragazzo si sono stretti in tanti: le parole segnate dall’incredulità e dal dolore dei compagni di squadra del Torrazzo, delle centinaia di amiche e amici, di tutti coloro che hanno visto crescere Riccardo e di coloro che da lui sono stati aiutati, quando dava una mano alla Onlus Cadash portando il pulmino con l’attenzione di un autista provetto.

UNA MORTE SENZA UN PERCHE'. Un difetto di comunicazione nelle fasi che hanno accompagnato la preparazione e l’avvio dell’intervento. Oppure un errore. Iniziano a circolare le prime indiscrezioni, se non sulle cause precise almeno sul contesto della tragedia che si è consumata dopo l’anestesia e prima dell’inizio di un intervento che si era reso necessario per uno pneumotorace spontaneo.

PARLANO I GENITORI. Salvatore e Annalisa Sapienza, i genitori di Riccardo, voglio la verità. "Aveva dei dolori, fastidiosi ma sopportabili, alla schiena. L'abbiamo salutato che stava benissimo. Era tranquillo, lo eravamo anche noi. Con l'operazione voleva togliersi il pensiero anche perché, a novembre, avrebbe sostenuto un provino per una squadra di calcio francese. Il pallone era tutto per lui. Si teneva in forma anche in casa, con le flessioni. Chi ha responsabilità deve pagare. Loro sanno dove hanno sbagliato, noi no". Al Cambonino gli amici di Riccardo hanno affisso un lenzuolo bianco con scritta rossa: "Tu che ci hai lasciato non sei assente, sei solo invisibile. Tieni i tuoi occhi di gloria puntati sui nostri, pieni di lacrime". 

SOTTO ESAME I MINUTI FATALI. Giovedì è stato il giorno dell'autopsia, che si è conclusa poco dopo le 13. Oltre all'esame autoptico sono stati eseguiti anche test tossicologici. Con un obiettivo ben preciso: verificare un'eventuale risposta debilitante all'anestesia.

LA NOTA UFFICIALE DELL'OSPEDALE. L'ospedale di Cremona ha affidato a un comunicato stringato il commento sulla scomparsa del ventenne Riccardo Sapienza:
L’Azienda Ospedaliera di Cremona desidera comunicare, in merito al triste ed inatteso episodio riguardante il giovane Riccardo Sapienza, che si è provveduto a informare tempestivamente dell’evento, peraltro imprevedibile, l’Autorità Giudiziaria competente. Pertanto, sono sospese le procedure interne di verifica dell’Azienda Ospedaliera e non si ritiene opportuno, in questa fase, diffondere ulteriori informazioni, in quanto il caso è gestito e trattato dall’Autorità Giudiziaria.

MORTO IN SALA OPERATORIA. Morto a vent’anni durante un intervento chirurgico. Una vita che si spezza in un giorno caldo d’estate, mentre fuori dal blocco operatorio ai familiari crolla il mondo addosso e centinaia di amici non riescono a credere a quel che è accaduto. Un destino atroce quello che ieri si è portato via Riccardo Sapienza, vent’anni compiuti il 30 maggio scorso, deceduto all’ospedale Maggiore nel corso di un intervento di chirurgia toracica necessario a rimettere a posto un polmone, forse a seguito del trauma riportato dal giovane non molti giorni fa (si parla di un tuffo nel Trebbia) oppure in relazione a qualcosa di congenito. Un intervento di pneumotorace spontaneo, non considerato particolarmente a rischio, che si è reso necessario per una recidiva: Riccardo sentiva male e i sanitari hanno optato per l’intervento, ovviamente dopo aver fatto tutti gli esami e i controlli necessari a monte di un’operazione come quella. La tragedia arriva all’improvviso. Mentre è in corso l’intervento, nella tarda mattinata, Riccardo va in arresto cardiaco. Quanto alle cause di questo repentino aggravamento dei parametri vitali, si dovrà aspettare che gli specialisti facciano piena luce su tutto.

 

27 Luglio 2013

Commenti all'articolo

  • Alessandro

    2013/07/27 - 16:04

    SPERANZA Ai genitori di Riccardo Un raggio di sole tra cespugli di rovi dona vita ad un fiore smarrito, rinnova presenze. rincorre il sorriso di un bimbo nel Tuo volto dolente Alessandro

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  • silvia maria

    2013/07/26 - 17:05

    Spero, anzi auguro a questi genitori di poter almeno essere risarciti moralmente. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE! E non sempre dire "ma anche il chirurgo può sbagliare". Non esiste! Perchè se il chirurgo sbaglia, non sta operando su un pupazzetto ma su una VITA! Se non sei in grado e sbagli è solo ed esclusivamente perchè NON SEI CAPACE! Parlo per esperienza personale vissuta sulla mia pelle. 28 anni fa entrai in ospedale a CR con le mie gambe.....Morale dopo 4 anni da un ospedale all'altro sono emiplegica. Il mio è stato un intervento sbagliato dal primo chirurgo e salvata dopo 6 interventi in estremis, ma emiplegica. Ho fatto denunce, tramite il Tribunale dei diritti dell'ammalato : ho pagato il medico legale, l'avvocato e non ho avuto niente. Signori Sapienza, battetevi e picchiate le porte giuste. Riccardo deve avere giustizia! Si, la vita non ha prezzo. Anch'io avevo allora 22 anni e una bimba di 3.I medici non vanno sempre difesi col " può succedere, tutti possono sbagliare" . NO!

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