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Giovedì 08 Dicembre 2016

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'Portatemi in carcere, meglio della comunità'

Un marocchino di 48 anni condanato per spaccio è stato arrestato e condotto a Cà del Ferro, non tollerava le regole

'Portatemi in carcere, meglio della comunità'

L'ingresso del carcere di Cremona

CASTELLEONE - «Arrestatemi e portatemi in carcere: lì, almeno, potrò fare quello che voglio». Contento lui, contenti tutti: T.C., 48enne marocchino da qualche tempo ospite del centro terapeutico ‘L’addolorata’ di San Latino, nei giorni scorsi ha deciso d’interrompere il percorso di recupero dalla tossicodipendenza avviato in seguito a una condanna per spaccio, e la sua richiesta è stata subito esaudita. Non tollerava le regole. Su ordine del magistrato di sorveglianza di Milano, Mariolina Panasiti, i carabinieri di Castelleone si sono presentati in località Ca’ Nove, l’hanno arrestato e condotto alla casa circondariale di Cremona, dove dovrà scontare un altro anno e mezzo di reclusione.

Contattati per commentare l’episodio, i responsabili di ‘Promozione Umana’ hanno preferito non rilasciare dichiarazioni per non violare la privacy dei propri assistiti, pur precisando che il caso del 48enne ex ospite di Castelleone non è unico e nemmeno raro. A quanto pare non sono pochi quello che dopo un primo tentativo in comunità finiscono per scegliere il carcere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

12 Luglio 2013

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