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Domenica 04 Dicembre 2016

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L'APPELLO DELLA CARITAS: SERVONO INDUMENTI E PRODOTTI IGIENICI

Il carcere 'scoppia': richieste d'aiuto record

Proposta alle parrocchie: offrire un contributo di 30 euro per sostenere i detenuti

Il carcere 'scoppia': richieste d'aiuto record
«Non è solo il sovraffollamento a rendere difficile la vita nelle carceri italiane, ma anche un problema di indigenza materiale e umana sempre più forte, che si verifica anche presso la casa circondariale di Cremona. Lo dimostrano le richieste che continuamente giungono ai cappellani e alla Caritas diocesana, incapace di rispondere a tutte le necessità e persino costretta a ridimensionare il pacco di indumenti che da sempre garantisce agli stranieri o chi non ha alle spalle la famiglia. Da qui una proposta a ogni parrocchia della diocesi: offrire un contributo di 30 euro ciascuna per garantire a un detenuto l’aiuto necessario per un’esistenza dignitosa». Sono l’ennesima prova di quanto possa colpire duro la crisi e tutto quel che essa comporta, ma anche di come sia ancora tutto da affrontare il sovraffollamento della carceri, le parole con cui inizia la nota diffusa nelle corse ore dall’organizzazione guidata, a livello locale, da don Antonio Pezzetti. «Sono quasi 450 le presenze a Ca’ del Ferro, molte di più di quelle per cui la struttura era stata pensata. Le celle, realizzate per ospitare uno o due detenuti, sono state provviste di letti a castello, raddoppiandone di fatto la capienze, ma dimezzando la vivibilità. E la situazione certo non migliora in questi mesi di calura estiva. Presto sarà aperto il nuovo padiglione, ma non per risolvere il problema dei numeri a Cremona, bensì per accogliere nuovi arrivi. La detenzione è sempre più difficile nelle carceri italiane – conferma Marco Ruggeri, operatore di Caritas Cremonese – anche perché le risorse sono sempre meno e c’è davvero bisogno di tutto. Non solo degli indumenti, ma anche i detergenti e molto altro. Il nostro aiuto avviene anche con la consegna di francobolli, carta e buste per le lettere da spedire ai familiari o offrendo la possibilità di telefonare a casa. Sono tanti coloro che non si possono permettere neppure questo. Possiamo stimare siano circa 150 che non hanno proprio nulla». «Aiuto e pastorale — prosegue la nota — sono le parole d’ordine per la Caritas Cremonese: ma la prima risulta quella più urgente e necessaria, anche se gradualmente può essere utile per la stessa pastorale, come primo aggancio per una relazione più stretta che può anche portare alla partecipazione ai percorsi di catechesi. Insieme ai due cappellani — don Felice Bosio e don Roberto Musa — e all’operatore Caritas, consuetudine vuole che a portare avanti la catechesi siano anche i diaconi del Seminario. L’ultimo anno ha visto così la disponibilità di cinque presenze, ma in futuro la situazione sarà ben diversa. Inoltre sta iniziando una collaborazione anche con la diocesi di Crema, attraverso la locale Caritas.» «Bisogna dire — conclude Ruggeri — che un’importante aiuto ci arriva dalla direttrice Ornella Bellezza, dagli agenti della polizia penitenziaria e da quanti operano nella struttura. Dobbiamo davvero ringraziarli, anche nella consapevolezza che il loro lavoro, anche tenuto conto dei turni serrati e dell’organico al limite, è davvero pesante. E spesso fanno più di quello che dovrebbero».

07 Luglio 2013

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