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Sabato 03 Dicembre 2016

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PENDOLARI, ENNESIMO INCUBO

Tre ore da Cremona a Crema

Treno bloccato ad Olmeneta e caos totale

Tre ore da Cremona a Crema

Altra serata nera per i pendolari. Stavolta, ieri, a subire disagi pesanti non sono stati i viaggiatori della linea per Milano ma quelli della tratta ‘Cremona-Crema-Treviglio’. Disservizio patito dai diversi cremaschi che si trovavano nel capoluogo e dovevano tornare a casa: ci sono arrivati in tre ore. Tre ore per coprire 65 chilometri di ferrovia. La corsa delle 18.41 è stata soppressa alle 19.20, dopo quasi quaranta minuti di attesa al solito caratterizzata da informazioni contrastanti. Alla fine, la ragione della cancellazione si è chiarita e, chiarendosi, ha fatto emergere un secondo fronte di protesta: a rendere indispensabile la soppressione, il guasto al treno precedente, quello delle 17,41, che si è improvvisamente fermato ad Olmeneta occupando il binario unico della direttrice. I passeggeri, stando a quanto si è appreso, sarebbero stati tutti trasferiti su un altro convoglio dopo due ore trascorse in stazione, al caldo torrido e senza comunicazioni precise. Un disastro. Che si è tradotto in momenti di reale tensione nel lunedì dell’ennesima Odissea e che potrebbe condurre oggi ad una presa di posizione politica. In particolare, a chiedere il sostegno delle istituzioni sono gli stessi utenti, che hanno lamentato la scarsa considerazione rispetto a quelli diretti nel centro meneghino: «Loro hanno voce e appoggi — si è risentito uno dei coinvolti nel tilt della circolazione — mentre noi non ci ascolta nessuno. Ma posso assicurare che abbiamo gli stessi, enormi e quotidiani, problemi».
Irrisolti. Da una parte e dall’altra. Da anni. E senza che si veda la luce in fondo al tunnel.<CF102> 
Altra serata nera per i pendolari. Stavolta, ieri, a subire disagi pesanti non sono stati i viaggiatori della linea per Milano ma quelli della tratta ‘Cremona-Crema-Treviglio’. Disservizio patito dai diversi cremaschi che si trovavano nel capoluogo e dovevano tornare a casa: ci sono arrivati in tre ore. Tre ore per coprire 65 chilometri di ferrovia. La corsa delle 18.41 è stata soppressa alle 19.20, dopo quasi quaranta minuti di attesa al solito caratterizzata da informazioni contrastanti. Alla fine, la ragione della cancellazione si è chiarita e, chiarendosi, ha fatto emergere un secondo fronte di protesta: a rendere indispensabile la soppressione, il guasto al treno precedente, quello delle 17,41, che si è improvvisamente fermato ad Olmeneta occupando il binario unico della direttrice. I passeggeri, stando a quanto si è appreso, sarebbero stati tutti trasferiti su un altro convoglio dopo due ore trascorse in stazione, al caldo torrido e senza comunicazioni precise. Un disastro. Che si è tradotto in momenti di reale tensione nel lunedì dell’ennesima Odissea e che potrebbe condurre oggi ad una presa di posizione politica. In particolare, a chiedere il sostegno delle istituzioni sono gli stessi utenti, che hanno lamentato la scarsa considerazione rispetto a quelli diretti nel centro meneghino: «Loro hanno voce e appoggi — si è risentito uno dei coinvolti nel tilt della circolazione — mentre noi non ci ascolta nessuno. Ma posso assicurare che abbiamo gli stessi, enormi e quotidiani, problemi».Irrisolti. Da una parte e dall’altra. Da anni. E senza che si veda la luce in fondo al tunnel.

18 Giugno 2013

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