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CORTE DEI CONTI: VIA AL PROCESSO

Caso precari, il procuratore:
'Non chiedo il licenziamento'

I difensori: 'Gli amministratori non sono una banda di ladroni'

Caso precari, il procuratore:
'Non chiedo il licenziamento'

Caso precari: a Milano si è aperto il processo. Per il Comune presenti il sindaco Oreste Perri, l'assessore Maria Vittoria Ceraso, il segratario generale Pasquale Criscuolo e il capo del personale Maurilio Segalini.Dieci dei trentadue lavoratori hanno proposto di entrare nel processo con un intervento al fianco del Comune: la richiesta è stata accettata dalla Procura della Corte dei Conti. Il procuratore Antonino Grasso, durante la requisitoria, ha dichiarato: 'Gli amministratori hanno assunto quei dipendenti sapendo che non potevano farlo'. Grasso ha chiesto il pagamento del danno erariale (oltre un milione di euro), mentre gli avvocati difensori hanno chiesto il pieno proscioglimento con un'affermazione icastica: 'Gli amministratori non sono una banda di ladroni'. Colpo di scena in sede di controreplica, quando il procuratore ha affermato: 'Non ho mai chiesto né mai chiederò il licenziamento dei lavoratori assunti'. Un'esternazione contraddittoria, secondo i legali degli stessi amministratori. Il sindaco Perri, a margine, ha dichiarato: 'Le ragioni del nostro operato sono state bene esposte; non posso sapere quale sarà il verdetto, ma sono tranquillo con la mia coscienza. Abbiamo fatto un'operazione di giustizia'. Per la sentenza bisognerà probabilmente attendere mesi. Poi ci sarà l'eventuale appello.

22 Maggio 2013

Commenti all'articolo

  • vincenzo

    2013/05/23 - 14:02

    Quando si cerca di fare del bene, comprovando la buona fede da parte della giunta comunale, si assiste ad un obrobrio incocepibile e penalizzare Sindaco,Assessori e dirigenti. Mi auguro che la sentenza scagioni i sopracitati dalla pena pecuniaria. meno male che i lavoratori non rischiano il posto di lavoro. Signori in bocca al lupo.

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  • Alessandro

    2013/05/23 - 07:07

    E' questa la giustizia italiana ? Contraddire ogni buon senso e fare spendere al Ministero della Giustizia somme assurde per cause inutili se non addirittura dannose per chi veramente lavora per il bene pubblico e dei cittadini. Alex

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