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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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LA DENUNCIA DI ROBERTO SAVIANO

'Slot e mafia anche a Cremona'

Campanello d'allarme durante 'Zeta' di Gad Lerner

'Slot e mafia anche a Cremona'
Roberto Saviano, ospite venerdì sera di Gad Lerner nel programma televisivo Zeta, in onda sul canale LA7, ha proposto un’intensa riflessione sul rapporto tra mafia e gioco d’azzardo. E, tra le città direttamente coinvolte in questo binomio, ha incluso anche Cremona. «Il gioco d’azzardo, come anche il mercato delle slot machine contribuiscono al riciclaggio del denaro sporco», ha affermato Saviano, spiegando come «dal 1992, grazie alla liberalizzazione del gioco di azzardo, le mafie hanno profittato per rendere legali i loro affari». Lo scrittore campano ha offerto una ricostruzione precisa sui meccanismi che si sono instaurati dal 1992: con la liberalizzazione, le mafie sono entrate nel mercato del gioco, riuscendo ha spostare il loro mercato nero utilizzando strumenti legali per riciclare denaro sporco. «Nei casinò — ha detto Saviano — scambiano denaro sporco con i gettoni. Poi uscendo dal casinò, scambiano nuovamente i gettoni con il liquido, legalizzando il denaro. Un fenomeno che si riscontra in tutti i giochi — prosegue Saviano — con le sale bingo, a volte con la complicità della sala da gioco, i clan mafiosi fanno risultare finte vittorie. A Palermo le sale bingo sono diventate le lavatrici del denaro di Cosa Nostra. Ma la mafia è riuscita ad entrare anche nel sistema delle vincite del Superenalotto: i clan ricercano i vincitori proponendo un dieci per cento in più sulla vincita. In cambio ottengono la ricevuta della vincita e in questo modo legalizzano il loro denaro». Intanto, Cremona — dove dallo scorso novembre tiene banco la vicenda della barista di via Mantova che ha deciso di sbarazzarsi delle slot — ha aderito al ‘Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo’, promosso da Terre di mezzo Legautonomie, con cui gli amministratori chiedono di essere messi in condizione di agire per arginare l’invasione delle slot machine. La giunta ha fatto sua la proposta del sindaco Oreste Perri. In provincia l’Asl segue cento persone malate d’azzardo. Migliaia sono a rischio. Attraverso la sottoscrizione del ‘Manifesto’ si chiede che sia consentito ai sindaci il potere di ordinanza per definire l’orario di apertura della sale gioco. Ci si impegna, poi, a utilizzare tutti gli strumenti disponibili (statuti comunali, Piani di governo del territorio, regolamenti di polizia locale, del commercio e della pubblicità) per esercitare attività di contrasto alle ‘mangiasoldi’. Le città che hanno aderito al ‘Manifesto’ sono più di 160, in gran parte dalla Lombardia. Legautonomie e Terre di mezzo hanno anche elaborato un progetto di legge quadro di iniziativa popolare con un reale divieto di gioco ai minori, una tassazione più equa rispetto alle altre imprese, un controllo più rigoroso sia dei flussi di denaro che dei concessionari, una moratoria per l’installazione di nuovi giochi e la limitazione dei messaggi pubblicitari. In questo contesto, per venire incontro alle richieste dei sindaci, è previsto il parere vincolante dei Comuni all’apertura delle sale da gioco, mentre si chiedono leggi regionali che si facciano carico della cura dei giocatori patologici, della prevenzione dei rischi del gioco d’azzardo e del sostegno delle azioni degli enti locali. Sottoscrivendo il ‘Manifesto’, i sindaci si impegnano anche a costruire reti nei territori, con associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali, di controllo, di prevenzione e di contrasto. Ma anche «reti sovraterritoriali» che coinvolgano Asl, prefetture, questure e Dia per monitorare sotto ogni aspetto il gioco d’azzardo. Un’altra frontiera della crociata anti slot è la stangata Imu. Cremona sta pensando di imitare Crema innalzando l’aliquota Imu sui locali con le ‘macchinette’, sia bar che sale giochi, al tetto massimo previsto: il 10,6 per mille. Anche la Regione Lombardia, infine, farà la sua parte. Entro poche settimane — ha spiegato l’altro giorno il governatore Roberto Maroni — sarà varata una legge contro il dilagare delle slot e per frenare il fenomeno delle ludopatie, oramai una piaga.

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19 Maggio 2013

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