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Martedì 06 Dicembre 2016

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La reliquia di San Camillo venerdì a Cremona

La reliquia di San Camillo venerdì a Cremona

Il vescovo Lafranconi durante una messa in onore del beato Rebuschini

CREMONA - Venerdì 10 maggio presso la clinica S. Camillo di via Mantova si celebra la festa del beato padre Enrico Rebuschini. Alle 8 è in programma la messa; per tutta la giornata la chiesa rimane aperta per chi desidera pregare alla presenza delle reliquie di S. Camillo e del beato Rebuschini. Alle 17, celebrazione col vescovo Lafranconi; alle 18, rinfresco. 
La reliquia del cuore di San Camillo trae il suo significato dal Cuore di Cristo, ‘sorgente e modello di amore divino’; senza tale riferimento non si spiegherebbe la stessa carità del santo: “una carità che da Dio procedeva e a Dio tornava attraverso l’amore del prossimo, specie dei poveri infermi nei quali vedeva l’immagine stessa del suo Signore”. All’atto del prelievo - cosa non rara all’epoca, come scrive P. Mario Vanti, storiografo dell’Ordine - ai medici apparve “un cuore tanto bello da sembrare un rubino e di tanta grandezza da restarne tutti ammirati”: il cuore di chi, a ragione, sarebbe stato poi chiamato ‘Gigante della carità’. La straordinaria carità e la lunga esperienza ospedaliera espresse nelle sue “Regole per ben servire gli infermi” (primo Codice Deontologico Infermieristico della storia - 1586) fanno di lui il principale autore della riforma ospedaliera avviata dal Concilio di Trento e allo stesso tempo ne rivelano la sorprendente attualità anche per la sanità dei nostri giorni. Nei secoli, la devozione al cuore di San Camillo ebbe modo di accompagnare il cammino dei suoi religiosi, di incoraggiare i malati che si rivolgevano a lui nelle loro sofferenze, di ispirare quanti li assistevano.
Oggi la reliquia è conservata nella piccola stanza della Casa Generalizia dove morì (Cubiculum), ora trasformata in cappella privata. La teca, un cristallo di Murano (cm 11x10x7) sorretto da due angeli, è con-tenuta in un reliquiario dalle forme artistiche del sacello classico (cm 70x38x34), attorniato da quattro colonne doriche che ne sorreggono la cupola, sormontata a sua volta da una croce rossa: il simbolo distintivo voluto dal santo per il suo Ordine.
San Camillo a Cremona. La prima croce rossa apparsa a Cremona non v’è dubbio sia stata quella che san Camillo portava sul petto, ben visibile sull’abito, in almeno due visite fatte alla città durante i numerosi viaggi compiuti nel nord della penisola. Le citano il confratello contemporaneo estensore della sua “vita manoscritta”, P. Sanzio Cicatelli, e lo storiografo dell’Ordine, P. Mario Vanti. La prima, nel giugno del 1600, in un viaggio verso Milano per presiedere ad un raduno di Consulta; la seconda nel maggio del 1613, nella sua ultima visita alle Comunità dell’Ordine, insieme al nuovo Superiore Generale suo successore. Nell’entrare in città, il pensiero gli era corso certamente, con gratitudine, a Gregorio XIV, il Papa cremonese al quale doveva il riconoscimento della sua Regola di Vita autenticata da una bolla pontificia. Ma vi è chi ritiene ragionevole pensare che vi abbia sostato anche in altre occasioni, nei frequenti spostamenti tra gli ospedali di Milano, Bologna, Mantova, Ferrara, Borgonovo Val Tidone, Occimiano e Genova, dove risiedevano i suoi religiosi. Cremona infatti era già da tempo una città di commercio ben servita da un’ottima rete di comunicazioni e rappresentava quasi una tappa obbligata nei percorsi stradali e fluviali dell’epoca. Si aggiunga poi che la città era nota per una lunga tradizione di carità testimoniata dall’ospedale nato per iniziativa di un orafo magnanimo (san Facio) e dall’attività di un mercante generoso (sant’Omobono), le cui reliquie si conservavano nella cattedrale. Considerata la consuetudine in san Camillo di visitare gli ospedali ed i luoghi di devozione che incontrava lungo il viaggio, non è improbabile che una sosta a Cremona fosse per lui un’occasione da non lasciarsi sfuggire. (P. A. Barzaghi). Comunque siano andate le cose, dopo quattro secoli e mezzo, oggi san Camillo ritorna a Cremona attraverso la reliquia del suo Cuore, un suo prezioso ricordo conservato con cura nella Casa Generalizia dei Camilliani che, all’avvicinarsi del 400mo anniversario della morte del loro Fondatore (1614) e nel corso del 52mo Capitolo Generale dell’Ordine, sta visitando numerose comunità in Italia e nel mondo.

09 Maggio 2013

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