il network

Domenica 04 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


LETTERA APERTA AI SINDACI

Il Comitato Acqua Pubblica a voce alta

'Respingere il MTT, segnale di risveglio'

Il Comitato Acqua Pubblica a voce alta
Il Comitato Acqua Pubblica torna ad alzare la voce. E lo fa con una lettera aperta indirizzata ai sindaci del territorio in commento al recente voto in Conferenza dei Comuni con il quale è stato approvato dai sindaci il nuovo Metodo Tariffario Transitorio per il servizio idrico provinciale. Ecco uno dei passaggi salienti. 
Esisteva ed esiste dunque tuttora, diversamente da quanto fatto credere ai sindaci del territorio cremonese, un modo per non approvare il MTT senza incorrere nella "multa" della riduzione tariffaria allo 0,9: basta che l'autorità di regolazione locale respinga il MTT e nel contempo invii tutte le informazioni necessarie all'AEEG, accollando automaticamente a quest'ultima la responsabilità di determinare le tariffe per l'ambito cremonese. Lo stesso dovrà fare per i tantissimi territori che in tutta Italia, protestando contro questa pessima modalità di gestire la partita e soprattutto contro i contenuti e i presupposti del MTT, stanno rifiutandosi di adottare in prima persona il MTT. 
A chi legge non sarà sfuggito un elemento pratico immediato: se è vero che l'applicazione del famigerato teta=0,9 è uno spauracchio utile ad estorcere l'approvazione del MTT da parte di una platea di sindaci sempre più riottosi e giustamente maldisposti verso una gestione della "questione acqua" ancora e sempre contraria alla volontà dei cittadini e alle norme, è altrettanto vero che il risultato pratico, alla fine dell'iter, potrebbe essere quello della applicazione nel territorio in questione della stessa tariffa truffa (che per Cremona è stato calcolato corrisponde ad un aumento di circa il 10 per cento). A che vale respingere ora l'aumento del 10 per cento visto che lo stesso aumento verrebbe comunque determinato successivamente dalla AEEG? Per il cittadino in teoria alla fine non cambierebbe nulla e lo stesso varrebbe per le aziende. Tanto vale approvare dunque subito il MTT? Qui, dove le considerazioni pratiche si fermano in mezzo al guado, deve entrare in campo la capacità di lettura e di azione politica degli amministratori, che sinora è purtroppo stata molto debole. Proviamo a ribaltare il punto di vista: se non cambia nulla, allora è sacorosanto che le autorità locali NON approvino il MTT per le ottime ragioni per cui viene contestato in tutta Italia, che si possono riassumere così: 
- riproposizione della remunerazione del capitale investito sotto altro nome 
- illegittimità della parte di ammortamenti riferita ai finanziamenti a fondo perduto 
- disincentivazione degli investimenti a causa della revisione degli ammortamenti 
- determinazione di diffusi aumenti tariffari 
- illegittimità della retroattività della tariffa.

Respingere il MTT va a costituire insomma un importante segnale di risveglio da parte delle amministrazioni locali (comuni e province) che da questo metodo tariffario e dall’azione stessa della AEEG vengono per l'ennesima volta pesantemente spogliate di autonomia decisionale, per di più da parte di quella che è una semplice autorità di settore. Una risposta corale negativa dei comuni li potrebbe finalmente rendere coscienti dell'enorme peso contrattuale che potrebbero mettere in campo se (tramite l'ANCI, come ci risulta abbia fatto ad esempio il sindaco Callori, o anche con la semplice "massa" delle singole reiezioni del MTT) decidessero di difendere oltre alle proprie prerogative anche i diritti dei loro amministrati. 


26 Aprile 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000