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Sabato 03 Dicembre 2016

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GESTIONE IDRICA

Acqua 'salata': rincari sulle bollette

I sindaci in assemblea fra polemiche e aumenti

Acqua 'salata': rincari sulle bollette
Caro acqua. E da settembre le bollette saranno più salate. Non basta il patto di stabilità, non sono sufficienti nemmeno i tagli ai servizi: i sindaci saranno costretti ad aumentare le tariffe (in larga misura determinate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas) e se non lo faranno, giusto «per non caricare ulteriormente i cittadini», rischieranno di creare un ‘danno erariale’ che loro stessi dovranno rifondere. Nel mezzo restano gli eterni problemi legati all’Ato e all’affidamento a Padania Acque del servizio idrico, la forma ‘in house’ che tante polemiche suscita. Di questo hanno discusso giovedì sera i primi cittadini, nella conferenza che si è tenuta in Fiera e che si è conclusa ben oltre la mezzanotte. Ascoltata la dettagliata relazione sul nuovo sistema tariffario (tecnicamente Aeeg) del direttore dell’Ato, Damiano Scaravaggi, affiancato dal presidente Raffaele Leni, i sindaci hanno dovuto prendere atto che il sistema non lascia scappatoie: il ritocco alle tariffe va approvato entro il 30 aprile e l’applicazione di eventuali sconti (ipotesi molto fantasiosa) toccherà solo a Padania Acque, d’intesa con i rappresentanti dei Comuni. Ma sui rincari, che si riferiscono al periodo 2012-2013, al di là del vivace confronto la delibera non concede margini: 5,4 per cento in più sulle bollette del 2012 e 4,6 per cento in più su quelle del 2013. Il totale arriva al 10 per cento. Così, calcolando che il consumo medio di acqua è di 180 metri cubi all’anno per abitante, nel 2012 la spesa passa da 227 a 239 euro, mentre nel 2013 arriverà a 249 euro. A settembre verrà chiesto il conguaglio per il 2012 e otto mesi del 2013, poi si vedrà. Nelle casse dell’Ato entreranno sei milioni di euro in più, che serviranno per gli investimenti. La delibera è passata a maggioranza, dopo trattative ‘in diretta’ tra le varie forze politiche: 59 hanno detto ‘sì’ (224.492 centesimi dell’assemblea); due contrari (83.944 centesimi) e 13 astenuti (70000). Erano presenti 74 sindaci. Rimane da sciogliere il nodo della retroattività dell’aumento perché ci sono ricorsi sulla legittimità dell’operazione, come ha ricordato anche Giuseppe Torchio. «Scelte prese senza darci tempo di capire e vedere gli atti, visto che ci hanno avvisato questa mattina», ha detto con amarezza e indignazione il sindaco di Stagno Donatella Mazzeo. Rinviato al 2 di maggio l’affidamento della gestione del servizio idrico: è stato chiesto un parere legale allo studio Sciumè Zaccheo & Associati. Padania Acque non ha i requisiti per essere il soggetto unico perché non è partecipata al cento per cento e direttamente dagli enti locali, ma da municipalizzate o parti, e non è dunque sottoposta alla guida della Provincia. Il presidente dell’Ato, Gian Pietro Denti, ha proposto l’affidamento temporaneo a Padania Acque solo quanto avrà i requisiti. Alcuni sindaci, guidati da Claudio Silla, hanno invece chiesto l’affidamento immediato per salvare gli investimenti.

Giuseppe Bruschi

20 Aprile 2013

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