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Sabato 10 Dicembre 2016

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AZIENDA OSPEDALIERA

Rotary, un dono alla Breast Unit

A favore della Terapia Molecolare e Farmacogenomica

Generosa donazione (computer, accessori e arredi per un ammontare di circa 50.000 euro) a favore della “Terapia molecolare e farmacogenomica” prevista dal nuovo POA e afferente alla Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria del Presidio Ospedaliero di Cremona diretta. Donazione resa possibile grazie all’unione e alla collaborazione sinergica fra Rotary Foundation. Rotary Club Bellinzona, Rotary Club Brescia Franciacorta Oglio, Rotary Club Cremona Po’e Rotary Club Soncino. “Una donazione davvero significativa – spiega Simona Mariani (Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Cremona – anzitutto perché il sostegno e il supporto dei privati, del mondo dell’associazionismo e del volontariato rappresenta sempre più una risorsa preziosa per una realtà complessa come è quella di un’azienda ospedaliera, soprattutto in questo periodo caratterizzato da una crisi economica. In seconda istanza ritengo che eventi come questi rappresentino una autentica opportunità di crescita per l’Azienda e i suoi operatori che, anche attraverso contributi esterni, possono sviluppare ricerche e attività sempre più mirate e tese al bene del paziente. Mi riferisco, nel caso specifico, alla possibilità di migliorare ulteriormente il percorso diagnostico – terapeutico a favore dei pazienti colpiti da cancro e di affinare trattamenti farmacologici sempre più personalizzati, creati ad hoc in base alle esigenze di cura individuali. Questo è e sarà l’orientamento della medicina del futuro. Per altro l’Ospedale di Cremona trova proprio nella Breast Unit un centro d’eccellenza in rete a livello nazionale e internazionale con i maggiori centri di ricerca e di cura del settore. Ecco che in tale contesto la donazione dei Rotary Club assume un significato peculiare e merita tutta la nostra riconoscenza e gratitudine: non solo per l’entità della donazione stessa, per le sue implicite motivazioni umane e solidali, ma anche perché i diversi club coinvolti hanno saputo con lungimiranza unire le forze, creare un vero e proprio gruppo accomunato da intenti condivisi”.

19 Aprile 2013

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