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Lunedì 05 Dicembre 2016

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GIOVANI E EDUCAZIONE

Vigili agli oratori: 'Nessuna repressione'

Messaggio congiunto di vicari e FOCr

i giovani della FOCr a Roma davanti al Pantheon
I vicari di Cremona e la F.O.Cr. (Federazione Oratori Cremonesi) condividono una riflessione sulla situazione attuale degli oratori alla luce sia della nuova nota pastorale della Conferenza episcopale italiana su questa importante realtà formativa – che da oltre 450 anni educa le nuove generazioni alla 'vita buona del Vangelo' - sia di alcuni recenti fatti di cronaca. Il pensiero viene espresso in una nota diffusa dalla Diocesi di Cremona, intitolato: 'Servono progetti condivisi per superare le emergenze'

Per natura, tradizione e missione gli oratori conservano una prossimità al territorio e credono nel valore della relazione educativa. L’articolazione delle proposte, degli spazi e dei tempi da sempre testimonia questa propensione, che potremmo riassumere nella logica della “prossimità”. 

Punti di osservazione privilegiati. Gli oratori sono conosciuti e stimati dai ragazzi e dalle famiglie, come luoghi di incontro, socializzazione, proposta educativa; sono anche avvicinati da adolescenti che non sono interessati alla proposta cristiana e a volte esprimono situazioni di disagio e di problematicità, come accade anche negli altri contesti educativi: la famiglia – spesso assente o privatizzata -, la scuola – che denuncia un crescente affanno soprattutto nella fascia media -, i quartieri (presenza di gruppi nei parchi, nelle piazzette…). Gli oratori di Cremona sono espressione di storie diverse, legate alle vicende delle zone cittadine, riscontrabili anche nel tipo di strutture disponibili. Il “cortile”, l’apertura feriale, l’articolazione delle proposte (si pensi a quella sportiva) rendono gli oratori “aperti”, ma mai abbandonati o luoghi “ostaggio”. La ferialità delle famiglie e dei giovanissimi è profondamente mutata in questi anni (si pensi a come si è modificata la scuola elementare e media negli ultimi 15 anni) e sta cambiando ancora (basti pensare alla realtà dei doposcuola, dell’abbandono scolastico, dell’immigrazione, ma anche della solitudine e del privatismo). Città, quartieri, scuole e oratori “ideali”, dove non ci sia coscienza dei problemi e delle fatiche è utopia impensabile; a meno di non innalzare barriere a volte generatrici di mentalità pericolose. Occorre essere consapevoli che tanti fattori di crisi, non solo economica, ma innanzitutto culturale, educativa e relazionale, che colpiscono il tessuto familiare e gli adulti, oggi e domani saranno destinati ad aumentare e sollecitano attenzione da parte di tutti. Le parrocchie, accanto ai Servizi dell’Amministrazione comunale, alla Caritas e ad altre agenzie, constatano la durezza di molte condizioni di vita richiamano ad un nuovo senso di responsabilità, sono sul territorio come voci profetiche, in forza della libertà del Vangelo. Questi fenomeni non possono non incidere anche sulla condizione giovanile, sui figli e sui più piccoli, espressione spesso della vera povertà.

L’esigenza di continuare sulla strada della sinergia. Da alcuni mesi è partita una interlocuzione tra Federazione oratori, assessorati competenti e comitati di quartiere: i presidenti di questi ultimi hanno segnalato all’amministrazione alcune preoccupazioni che diversi oratori cittadini condividono e che suscitano la necessità di una risposta progettuale, condivisa, sinergica. Non si tratta di gridare all’emergenza per alcuni episodi di bullismo o di maleducazione – a volte in carico a ragazzi conosciuti dai servizi, dalla polizia locale, dagli insegnanti… -, ma di affrontare insieme la presenza di gruppi e singoli problematici. Gli oratori non sono né spazi insicuri né luoghi abbandonati: lo dimostra la presenza quotidiana di sacerdoti, genitori e volontari e la messa in campo da diversi anni di progetti di rilevanza educativa in relazione al protocollo d’intesa con l’Amministrazione. Alcune situazioni problematiche – spesso più evidenti del resto – ci sono e richiedono sinergia e strategie comuni.

Circa notizie recenti. Solo in questa ottica progettuale ha senso citare la collaborazione con la Polizia locale alla quale è stato richiesto di formulare alcune proposte per una presenza rinnovata sul territorio, in naturale e utile sinergia con gli assessorati, i quartieri e gli oratori. Resta di conseguenza fuorviante insistere su di una presenza emergenziale, addirittura repressiva, delle forze di polizia negli oratori. Più utile e soprattutto rispondente alla verità delle cose è parlare di una progettualità condivisa che pone in alleanza risorse, pensando non a questo o a quell’altro luogo, ma globalmente alla città. È impensabile e miope immaginare che alcuni fenomeni siano di competenza di alcuni luoghi e che esistano “specializzazioni negative”. Tutti gli oratori cittadini – nella loro misura – accanto ad altre agenzie educative svolgono un appassionato lavoro di formazione, animazione e proposta, nonostante e dentro le fatiche educative odierne. In tal senso alle risorse economiche, umane, strutturali messe in campo deve far riscontro una visione condivisa e una interazione tra i soggetti educativi: proprio lo spirito del Protocollo d’intesa sottoscritto da anni tra Comune di Cremona e oratori cittadini.

Per conservare una prospettiva di lavoro. Ribadiamo con forza che il fatto educativo, comprese certe sue fatiche più evidenti e più forti, va condiviso, oltre le emergenze. Invitiamo tutti i mezzi di comunicazione a valorizzare con equilibrio il racconto degli sforzi comuni, al di là di ogni sensazione epidermica e parziale. Risorse, strumenti e passione si richiamano costantemente e sono chiamati a generare una mentalità non di paura, ma di responsabilità.

13 Aprile 2013

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