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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Consiglio provinciale, rinviata la discussione sul Museo del Violino

Consiglio provinciale, rinviata la discussione sul Museo del Violino

Il consiglio provinciale dell'11 aprile

CREMONA - Nella seduta odierna del consiglio provinciale sono state rinviate le discussioni su Museo del Violino e caso Acqua. Il presidente dell’amministrazione provinciale, Massimiliano Salini, ha spiegato che il rinvio relativo al museo è dovuto al fatto che è in corso un carteggio tra la Provincia e il Museo del violino stesso.
Nelle settimane scorse la giunta Salini ha espresso parere negativo sull’ingresso nella Fondazione perché, nella sostanza, sostiene che il piano economico non è chiaro e il progetto non è collegato al Distretto culturale, in cui l’ente di corso Vittorio Emanuele crede molto. La giunta provinciale ha approvato, all’unanimità, una delibera in quel senso che però, per diventare esecutiva, doveva avere il via libera del consiglio provinciale. Ma, in apertura della seduta, il colpo di scena, annunciato dal presidente Massimiliano Salini. «La Fondazione Stradivari si è riunita e ha votato lo statuto prima che il consiglio provinciale si esprimesse, quindi si poneva la necessità di riformulare il testo da parte della giunta. Devo aggiungere che c’è un carteggio tra la Provincia e Paolo Bodini, presidente della Fondazione, funzionale a valutare tutte le possibilità per ricomporre le divisioni di vedute emerse». 
Le spiegazioni addotte da Salini sul rinvio del voto sul caso-Acqua non hanno convinto il comitato. "Questa mattina - spiega il comitato - in consiglio provinciale si è consumata l’ennesima farsa sul travagliato palcoscenico del nostro servizio idrico. Sul tavolo dei consiglieri stava una inqualificabile proposta di deliberazione che pretendeva di riconfermare la linea della privatizzazione del servizio, facendo carta straccia della scelta fatta a dicembre dal consiglio provinciale (gestione partecipata direttamente e solo da comuni ed enti locali del territorio). Trovatosi di fronte a un emendamento firmato da tutte le minoranze, e che anche la Lega Nord vedeva con favore, teso giustamente a riaffermare la linea di indirizzo pubblica, il presidente Salini ha preferito ritirare la delibera. Si aggiunga che qualche pomeriggio fa, davanti alle commissioni provinciali congiunte, Salini è dovuto intervenire di persona per cercare di arginare una vera ondata di rilievi e critiche sul modo in cui è stata gestita l’intera partita e in tale occasione pare sia giunto persino a criticare la fretta con la quale è stata costruita l’azienda unica provinciale. Noi lo andiamo ripetendo da mesi, ma il presidente Salini non può ora fingere di essere stato spettatore di decisioni prese da altri: siamo indignati per questa ennesima bruciante presa in giro di avversari e alleati politici. Ora basta. Si inizi a costruire realmente la gestione pubblica studiando le modalità per retrocedere le quote societarie ai comuni ed apportando a Padania Acque tutte le modifiche necessarie per mettere al sicuro gestione pubblica, azienda e lavoratori. Si può e si deve fare. Il Comitato Acqua Pubblica è pronto a dare ogni tipo di supporto, anche tramite il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. I sindaci per parte loro rivendichino con forza che la titolarità del servizio torni pienamente e ufficialmente nelle loro mani: le mani che lo stanno amministrando ora evidentemente non sono in grado di farlo".
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

11 Aprile 2013

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