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Cagnolino morto di stenti, padrone assolto perché manca la prova

Cagnolino morto di stenti, padrone assolto perché manca la prova
CREMONA - E’ morto di stenti, ma la prova non è stata raggiunta, così il padrone di Fuffi, un meticcio di piccola taglia, è stato assolto dall’accusa di uccisione di animali per aver lasciato il proprio cagnolino «per crudeltà o comunque senza necessità» cinque giorni chiuso nel recinto in cortile senza cibo e acqua, cagionandone la morte. La sentenza è stata emessa dal giudice onorario, Cristina Pavarani, nei confronti di Nicola, 57 anni, foggiano di origine, assolto con la formula «perché il fatto non sussiste».
I fatti risalgono a marzo del 201. Fabio segnala ai vigili la presenza di un cane di piccola taglia morto nel cortile posteriore della casa dell’imputato. «Abbiamo insistentemente suonato il campanello per recuperare il cane, senza risposta». Il padrone di Fuffi spiega di essere stato assente cinque giorni per motivi di lavoro. «Non sappiamo se il cane sia morto di stenti. Potrebbe essere morto per un boccone avvelenato lanciato dall’esterno nel recinto che confina con la strada, potrebbe essere stato sbranato. La recinzione era bassa», ha affermato l’avvocato Stefano Ferrari, per il quale «bisognava fare l’autopsia». Inoltre, «il proprietario aveva lasciato le ciotole per l’acqua e il cibo, la luce e l’aria circolavano», quindi «non c’è l’elemento psicologico del reato. Il mio assistito non voleva uccidere il suo cagnolino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Aprile 2013

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