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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CELLA DATI

Villa Dati ai raggi X col Cr.Forma

Villa Dati ai raggi X col Cr.Forma
Concluso il laboratorio degli studenti per il recupero degli affreschi
l Laboratorio di diagnostica dei beni culturali di Cr.Forma ha appena concluso le due giornate di intenso lavoro nella bellissima Villa Dati per valutare e documentare lo stato di conservazione degli affreschi dipinti sulle pareti e sulla volta del salone per individuare misure finalizzate al recupero conservativo dei preziosi affreschi. Il progetto, elaborato in collaborazione con il Comune di Cella Dati è stato finanziato da Fondazione Cariplo e nasce con l'intento di promuovere la razionalizzazione d'uso dell'edificio e implementare l'offerta culturale insita nella testimonianza architettonica stessa sviluppando un “sistema” di approccio alla problematica basato sull'analisi pluridisciplinare dell'esistente che possa sfociare nel medio termine in concrete proposte di rifunzionalizzazione nel rispetto delle caratteristiche salienti dell'edificio.
L’edificio, oggi sede degli uffici comunali, risale alla metà del XVII secolo; il progetto della costruzione, iniziata nel 1642, viene attribuito al noto architetto cremonese Carlo Natali, detto il Guardolino. Nella volta del salone della Villa è rappresentato il Concilio degli Dei: il dipinto murale di Giovan Battista Natali (1620 – 1696), è una ripresa dell’affresco dipinto da Pietro da Cortona in palazzo Pamphili di piazza Navona a Roma. Le pareti laterali sono decorate con due dipinti murali di grandi dimensioni eseguiti da Giovanni Motta (1753 – 1817) durante i lavori di rinnovamento del palazzo eseguiti all’inizio del XIX secolo e rappresentano ampi paesaggi boschivi con corsi d’acqua e sfondi collinari nei quali corrono alcuni animali e figure mitologiche. Il tutto inserito in un complesso apparato scenografico costituito da quadrature architettoniche del XIX secolo decorate a finti marmi.
Terminati i lavori di riqualificazione del manto di copertura della Villa, è tata condotta una prima campagna di ricerca consistita in indagini e misure nel sottotetto dell’edificio, al termine della quale è stato possibile intervenire nel salone centrale. Una volta allestito il laboratorio scientifico mobile, montando all’interno dell’edificio le strumentazioni diagnostiche, grazie all’utilizzo di una piattaforma mobile, salendo ad un’altezza di ben 14 metri, è stato possibile studiare da vicino i dipinti murali della volta: le superfici pittoriche sono state documentate ed analizzate dall’equipe di specialisti del Laboratorio di Diagnostica Cr.Forma coordinati dal Prof. Mario Lazzari per le tecniche d’immagine e dal Prof. Curzio Merlo per le tecniche puntuali, utilizzando strumentazione scientifica portatile, in modalità non invasiva, senza cioè procedere al prelievo di campioni. Dopo una dettagliata campagna fotografica condotta con varie tecniche, gran parte della superficie dipinta del salone principale è stata oggetto di riprese all’infrarosso in bianco e nero ed in falsi colori, con l’intento di verificare l’estensione dei vecchi interventi di restauro e monitorare l’effettivo livello di degrado della pittura. Questa scansione è risultata di fondamentale supporto alle successive indagini della fluorescenza di raggi X, grazie alle quali è stato possibile individuare, in tempo reale, le cause del degrado dei pigmenti, in origine bianchi, anneritisi nel tempo. Anche gli affreschi del Motta, dipinti sulle pareti, sono stati osservati, fotografati e studiati da vicino salendo, questa volta, su di un’impalcatura mobile. In questo caso è stato possibile studiare e documentare alcuni personaggi ed animali che appaiono trasparenti come fantasmi per un particolare fenomeno di degrado che li ha ormai irrimediabilmente “persi” nel tempo. 
La collaborazione attiva delle studentesse del terzo anno del corso per “Tecnico del Restauro di Beni Culturali – Affreschi, Stucchi e Materiali Lapidei” della Scuola di Restauro Cr.Forma, che hanno affiancato i docenti Francesca Campana, Cristina Galli e Marco Nicolini nella campagna di ricerca, ha rappresentato non solamente una significativa esperienza formativa, ma, soprattutto, ha permesso alle allieve di verificare sul campo, in situazione reale, quali fossero le competenze ed abilità acquisite spendibili in ambito lavorativo. Ci piace pensare che la collaborazione con il Comune di Villa Dati possa rappresentare un modello di attuazione concreta di sinergie operative sul nostro territorio – spiega la Direttrice Paola Brugnoli - . Fare una didattica sul campo restituendo alla cittadinanza e al territorio la fruizione di importanti palazzi di pregio certi come siamo che Cr.Forma ha energie, conoscenze e competenze da offrire ai giovani animati dalla volontà e dal talento di creare bellezza preservando saperi artigianali altrimenti condannati a scomparire.

29 Marzo 2013

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