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'Basta campanili: fusioni tra i Comuni'

La proposta del Movimento 5 Stelle

'Basta campanili: fusioni tra i Comuni'
Il piano dei 'grillini' argomentato in una lettera indirizzata ai 115 sindaci della provincia

 

Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 1/6
Ai 115 Sindaci della Provincia di Cremona
Egregio Signor Sindaco,
il Movimento 5 Stelle di Cremona la invita, quale dipendente al servizio retribuito dei
Cittadini del suo Comune, a considerare la possibilità di realizzare la fusione del suo
Comune con uno o più Comuni limitrofi sulla base del motto “meno Comuni, meno costi,
meno tasse”.
1) Il Movimento 5 Stelle di Cremona la invita ad informare i Suoi Cittadini, ovvero i
Suoi datori di lavoro, delle straordinarie opportunità che la legge nazionale e quella
regionale permettono: essere chiamati a votare la nascita di Enti meno costosi e più
snelli e quindi votare la possibilità di pagare meno tasse.
2) Il Movimento 5 Stelle propone a livello nazionale di abolire i Comuni sotto i 5.000
abitanti, ma con questa nostra iniziativa cremonese si vuole evitare l’imposizione di
una legge nazionale. Il Movimento 5 Stelle confida nel fatto che ogni Sindaco voglia
il bene di ogni suo singolo cittadino e datore di lavoro. Ultimamente sono stati fatti
vari tentativi di accorpamento dei servizi fra Comuni come ad esempio la Polizia
Locale, i servizi sociali, tecnico e di segreteria. (Basta leggere il testo di una
qualsivoglia convenzione per la gestione in forma associata di un servizio per
accorgersi dell’inutilità e della dispendiosità del provvedimento che si andrà ad
adottare) Le Unioni sono però un dispendio di risorse perché creano un altro Ente
parallelo: non sono mai decollate, anzi spesso smantellate e ricostruite per assurdi
giochi politici.
3) Per fare chiarezza occorre menzionare la normativa introdotta dal “ D.L. 78/2010
come modificato dal D.L. 98/2011, dal D.L. 138/2011 e, in seguito dal D.L.
216/2011 convertito con modificazioni dalla legge 14/2012 in base alla quale “i
Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti devono
obbligatoriamente esercitare in forma associata le funzioni fondamentali di
cui all’art. 21 comma 3 legge 42/2009: di queste, due funzioni entro il prossimo
30/9/2012 e le altre 4 funzioni entro il 30 settembre 2013. La soglia minima è fissata
in 5.000 abitanti o nel quadruplo del comune più piccolo, come disposto dalla L.R.
n. 22 del 28/12/2011. L’obiettivo che gli enti si propongono con la forma associata
descritta, è quello della razionalizzazione dei servizi associati al fine di accrescere
quantità e qualità dei servizi erogati e delle funzioni gestite in forma associata in
relazione ad esigenze di efficienza ed efficacia oltre che di economicità e di
razionalizzazione della spesa pubblica, di incrementare il grado di specializzazione
e di professionalità del personale, di produzione di servizi aggiuntivi altrimenti non
attivabili, di ottimizzazione delle risorse produttive, di valorizzare il senso di
appartenenza delle municipalità anche in relazione alle funzioni di presidio del
territorio, in armonia con i principi sanciti dalla legge di riforma del sistema regioneautonomie
locali”. A questa pletora legislativa gremita di obiettivi fantasiosi e
farragginosi si aggiungono altri provvedimenti di legge (L.R. n. 2 del 24 febbraio
2012) che istituiscono “ i Piani di Zona per lo svolgimento in forma associata da
parte dei comuni delle funzioni in materia di servizi sociali”.
4) Le iniziative legislative elencate al paragrafo n. 3 rappresentano delle agevolazioni
fatte “dalla politica alla politica” per perpetuarsi nel tempo sperperando il pubblico
denaro. Tutte queste scappatoie politico- amministrative non contribuiscono di certo
a snellire la pachidermica macchina amministrativa statale che costa agli italiani
oltre 800 miliardi di €uro l’anno. I piccoli comuni, oltre che generatori di debito
Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 2/6
pubblico, sono stati finora mantenuti in vita per volontà dei partiti politici in modo da
disporre di una miriade di microscopici parlamentini in cui far acquisire esperienze
ai propri affiliati e quindi selezionare in seguito quegli elementi ritenuti validi da
ribaltare sulla scena nazionale o in subordine regionale.
5) Vale inoltre la pena di rimarcare che i piccoli comuni non sono stati finora soppressi
a causa dell’azione dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che
rappresenta una potente associazione dotata di un presidente nazionale e da
vigorose rappresentanze regionali che vivono e prosperano con le quote
associative che ogni comune corrisponde annualmente (attingendo dalle casse dei
cittadini). Questa potentissima lobby, come si è visto, promuove ambigue e
discutibili azioni politiche autoreferenziali e protezionistiche a favore dei comuni in
generale e se necessario di mobilitazione come abbiamo già assistito quando i
governi hanno parlato di accorpamento, spending review, pareggio di bilancio, patto
di stabilità ecc. IL Movimento a 5 Stelle dovrebbe intraprendere (intraprenderà) uno
studio serio e approfondito, inteso a togliere potere e denaro a questa associazione
che in definitiva si pone contro il cittadino contribuente ed è finalizzata unicamente
ad esercitare una smaccata difesa del mantenimento della politica più deleteria,
perniciosa e spendacciona.
· Per le elencate ragioni esposte più sopra, il Movimento 5 Stelle preferisce le
fusioni o gli accorpamenti forzosi e La mette al corrente che lo Stato e La
Regione garantiscono fondi straordinari per legge, per almeno dieci anni, per
garantire al cittadino un periodo di transizione ottimale e garantire la gestione
decentrata delle risorse umane e patrimoniali. E senza che i dipendenti vengano
licenziati. Certo, alcuni dirigenti dovranno fare a meno dell’indennità, ma i cittadini
saranno meno gravati dalle tasse e da tutti gli altri balzelli fiscali, il tutto a favore
Bene Comune?
· Il Movimento 5 Stelle scrive la presente a tutti i Sindaci della Provincia di Cremona
affinché considerino di chiamare i propri datori di lavori, (i Cittadini contribuenti), alle
urne per far loro decidere la fusione con altri Comuni: REFERENDUM.
· Pensiamo alla fusione fra Cremona, Bonemerse e Gerre Caprioli, ad esempio; fra
Casalmorano, Genivolta, Azzanello e Castelvisconti, fra i Comuni casalaschi con
Piadena e Casalmaggiore; fra le tre Ripalta; fra Cumignano e Soncino; fra
Soresina, Trigolo e Cappella Cantone; fra Spinadesco e Acquanegra, con Grumello
e Crotta d’Adda; fra Pizzighettone e Formigara; fra Crema e Madignano. Ce ne
sono di possibilità…
· Speriamo che siano superati i tempi del “campanile”, anche perché stiamo
attraversando un periodo di recessione economica conclamata, i denari sono di
difficile reperimento salvo tassare i soliti a reddito fisso, pertanto mantenere in vita
Enti dalla inconsistente utilità che sperperano il denaro dei cittadini, risulta ingiusto
e controproducente.
Siamo comunque a disposizione per un incontro personale speriamo costruttivo.
In allegato, le normative e gli esempi di fusione fra Comuni avvenute anche nel
recentissimo passato in Italia e in Lombardia.
Cremona, 18/03/2013 Distinti saluti
Movimento 5 Stelle
Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 3/6
ESEMPIO DI ACCORPAMENTO
Da 115 a 27 Comuni, un bel passo in avanti.
Cremona (72.147) + Bonemerse (1.484) + Gerre de’ Caprioli (1.322) + Persico Dosimo
(3.370) + Gadesco – Pieve Delmona (2.028) + + Malagnino (1.457)
Sesto ed Uniti (3.000) + Acquanegra Cremonese (1.310) + Crotta d’Adda (677) +
Spinadesco (1.581) + Grumello Cremonese ed Uniti (1.908)
Pizzighettone (6.729) + Formigara (1.146)
Castelverde (5.663)
Crema (34.152) + Madignano (2.992)
Bagnolo Cremasco (4.863) + Capergnanica (2.094) + Chieve (2.252)
Rivolta d’Adda (8.057)
Spino d’Adda (7.011)
Pandino (9.132) + Dovera (3.957) + Palazzo Pignano (3.906)
Vaiano Cremasco (3.919) + Monte Cremasco (2.351)
Ripalta Cremasca (3.410) + Ripalta Arpina (1.054) + Ripalta Guerina (529) Moscazzano
(838) + Casaletto Ceredano (1.188) + Credera Rubbiano (1.654)
Vailate (4.499) + Agnadello (3.776) + Capralba (2.480) + Pieranica (1.181) + Quintano
(927) + Torlino Vimercati (445)
Trescore Cremasco (2.931) + Cremosano (1.554) + Casaletto Vaprio (1.784) +
Campagnola Cremasca (694)
Sergnano (3.675) + Camisano (1.311) + Casale Cremasco-Vidolasco (1.855) + Castel
Gabbiano (474) + Pianengo (2.615) + Ricengo (1.795) +
Offanengo (5.874) + Casaletto di Sopra (548) + Izano (2.072) + Romanengo (3.093) +
Salvirola (1.176)
Soncino (7.755) + Cumignano sul Naviglio (442) + Ticengo (444) + = 10.417
Casalmaggiore (15.073) + Rivarolo del Re ed Uniti (2.091) + Spineda (641) + Martignana
di Po (1.851) +
Gussola (2.967) + Cingia de’ Botti (1.325) + Motta Baluffi (1.000) + San Martino del Lago
(488) + Torricella del Pizzo (693) + Scandolara Ravara (1.520)
Piadena (3.645) + Calvatone (1.296) + Casteldidone (592) + Drizzona (565) + San
Giovanni in Croce (1.880) + Tornata (500) + Voltido (412) + Ca d’Andrea (482)
Sospiro (3.086) + Cella Dati (552) + Pieve d’Olmi (1.297) + San Daniele Po (1.471) +
Stagno Lombardo (1.544) + Derovere (316) + Pieve San Giacomo (1.625)
Vescovato (4.039) + Pescarolo ed Uniti (1.608) + Cicognolo (932) + Cappella de’
Picenardi (438) +
Soresina (9.345) + Annicco (2.096) + Trigolo (1.776)
Casalmorano (1.681) + Genivolta (1.191) + Castelvisconti (333) + Azzanello (744)
Castelleone (9.603) + Cappella Cantone (590) + Gombito (653) + San Bassano (2.227) +
Montodine (2.609) + Fiesco (1.178)
Casalbuttano ed Uniti (4.113) + Bordolano (610) + Corte de’ Cortesi con Cignone (1.137)
+ Paderno Ponchielli (1.485)
Robecco d’Oglio (2.393) + Corte de’ Frati (1.466) + Olmeneta (956) + Pozzaglio ed Uniti
(1.451) + Grontardo (1.465) + Gabbioneta – Binanuova (947) + Scandolara Ripa d’Oglio
(625)
Ostiano (3.067) + Volongo (570) + Isola Dovarese (1.223) + Pessina Cremonese (693) +
Torre de’ Picenardi (1.800)
Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 4/6
Normativa FUSIONE COMUNI
Costituzione Repubblica Italiana
Art. 133. Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie
nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei
Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, puo'
con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro
circoscrizioni e denominazioni.
Testo Unico Enti Locali
Articolo 15 - Modifiche territoriali, fusione ed istituzione di comuni.
1. A norma degli articoli 117 e 133 della Costituzione, le regioni possono modificare le
circoscrizioni territoriali dei comuni sentite le popolazioni interessate, nelle forme
previste dalla legge regionale. Salvo i casi di fusione tra più comuni, non possono
essere istituiti nuovi comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti o la cui
costituzione comporti, come conseguenza, che altri comuni scendano sotto tale limite.
2. La legge regionale che istituisce nuovi comuni, mediante fusione di due o più comuni
contigui, prevede che alle comunità di origine o ad alcune di esse siano assicurate
adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi.
3. Al fine di favorire la fusione dei comuni, oltre ai contributi della Regione, lo Stato
eroga, per i dieci anni successivi alla fusione stessa, appositi contributi straordinari
commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si
fondono.
4. La denominazione delle borgate e frazioni è attribuita ai comuni ai sensi dell'articolo 118
della Costituzione.
Statuto Regione Lombardia
http://consiglionline.lombardia.it/normelombardia/accessibile/main.aspx?view=showdoc&s
elnode=0&iddoc=lrst2008051400001
Art. 53 -(Referendum territoriale)
1. Sono sottoposte a referendum consultivo delle popolazioni interessate le proposte di
legge regionale concernenti l'istituzione, nell'ambito del territorio della Regione, di nuovi
comuni e i mutamenti delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali ai sensi
dell'articolo 133 della Costituzione.
Esempi Italiani
http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_(enti_locali)
Lombardia [modifica]
· Fusione dei comuni di Cornale e Bastida de' Dossi ed eventualmente la frazione Gerola Nuova del comune di Casei Gerola[28][29]
· Fusione dei comuni di Gerosa e Brembilla, eventualmente con la partecipazione del comune di Blello[30]
· Fusione dei comuni di Isso, Fara Olivana con Sola e Covo[31]
· Fusione dei comuni di Borgoforte e di Virgilio[32]
· Fusione dei comuni di Vestreno, Tremenico, Sueglio e Introzzo[33]
· Fusione dei comuni di Gironico, Drezzo e Parè[34]
· Fusione dei comuni di Maccagno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore eVeddasca[35]
· Proposta di fusione tra Mantova, Porto Mantovano, Curtatone, San Giorgio di Mantova ed eventualmente Roncoferraro per formare
la Grande Mantova[36]
· Fusione tra Verderio Inferiore e Verderio Superiore per formare il nuovo comune diVerderio[37]
· Fusione tra Cortenova, Taceno e Parlasco[38]
Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 5/6
Legge Regionale 10 febbraio 2011 , n. 1 -
http://consiglionline.lombardia.it/normelombardia/accessibile/main.aspx?exp_coll=lr00201
1021000001&view=showdoc&iddoc=lr002011021000001&selnode=lr002011021000001
Istituzione del Comune di Gravedona ed Uniti, mediante fusione dei Comuni di Consiglio di
Rumo, Germasino e Gravedona, in provincia di Como
(BURL n. 6, suppl. ord. del 10 Febbraio 2011 )
urn:nir:regione.lombardia:legge:2011-02-10;1
Art. 1
(Finalità)
1. I comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, in provincia di Como, sono fusi
in un unico comune.
2. A seguito della consultazione popolare indetta ai sensi dell'articolo 53 dello
Statuto d'autonomia della Lombardia, il nuovo comune è denominato Gravedona ed Uniti.
3. Il territorio del nuovo comune è costituito dai territori appartenenti ai comuni di Consiglio
di Rumo, Germasino e Gravedona alla data di entrata in vigore della presente legge, come
risulta dall'allegata cartografia.
Art. 2
(Partecipazione)
1. Lo statuto del nuovo comune prevede che alle comunità di origine siano assicurate
adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi.
Art. 3
(Rapporti conseguenti alla fusione dei territori comunali)
1. I rapporti conseguenti alla fusione dei territori comunali di cui all'articolo 1 sono regolati
dalla comunità montana Valli del Lario e del Ceresio, ai sensi dell'articolo 11 della legge
regionale 15 dicembre 2006, n. 29 (Testo unico delle leggi regionali in materia di
circoscrizioni comunali e provinciali).
Art. 4
(Strumenti urbanistici)
1. Restano in vigore, sino all'approvazione dei nuovi strumenti urbanistici del nuovo
comune, le prescrizioni derivanti dai piani vigenti nei comuni di Consiglio di Rumo,
Germasino e Gravedona venuti a fusione.
1 bis. Possono essere completati separatamente gli iter di approvazione già avviati al
momento della fusione degli strumenti urbanistici dei comuni di cui al comma 1.(1)
Art. 5
(Rimborso spese)
1. Alla liquidazione e al rimborso delle spese sostenute dalla comunità montana Valli del
Lario e del Ceresio in attuazione delle funzioni di cui all'articolo 3 si provvede con decreto
del dirigente competente per materia, ai sensi dell'articolo 13 della l.r. 29/2006 e
della legge regionale 7 luglio 2008, n. 20 (Testo unico delle leggi regionali in materia di
organizzazione e personale).
Art. 6
(Contributo alla fusione)
1. I contributi alle fusioni, di cui all'articolo 21 del Regolamento regionale 27 luglio 2009, n.
2 (Contributi alle unioni di comuni lombarde e alle comunità montane e incentivazione alla
fusione dei piccoli comuni, in attuazione dell'articolo 20 della legge regionale 27 giugno
2008, n. 19 'Riordino delle comunità montane della Lombardia, disciplina delle unioni di
comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali'), non si
applicano alla presente legge, applicandosi esclusivamente il contributo di cui all'articolo 7,
comma 4.
Art. 7
(Norma finanziaria)
Lettera ai Sindaci della Provincia di Cremona Fusione Comuni pag. 6/6
1. Alle spese per la consultazione popolare indetta ai sensi dell'articolo 53 dello Statuto, di
cui all'articolo 1, si provvede mediante le risorse allocate all'UPB 4.1.1.172 'Consultazioni
popolari' dello stato di previsione delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2011.
2. Alle spese di cui all'articolo 5 si provvede mediante impiego delle somme stanziate
sull'UPB 3.2.1.196 'Spese per l'esercizio delle funzioni delegate in materia di circoscrizioni
comunali' dello stato di previsione delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2011.
3. Agli oneri di cui ai commi 1 e 2, si provvede mediante riduzione della disponibilità di
competenza e di cassa dell'UPB 4.3.2.210 'Fondo per altre spese correnti' per l'esercizio
finanziario 2011.
4. In diretta attuazione dell'articolo 20, comma 4 della legge regionale 27 giugno 2008, n.
19 (Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle unioni di comuni
lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali) è autorizzata la
spesa di euro 100.000,00 per ciascuno degli esercizi 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015
quale contributo una tantum per le spese di investimento derivanti dalla fusione di cui alla
presente legge; per gli esercizi 2014 e 2015 la copertura della spesa è assicurata con le
leggi di bilancio dei relativi esercizi.
5. Alle spese di cui al comma 4 si provvede mediante impiego delle somme stanziate
sull'UPB 1.2.3.421 'Iniziative per la semplificazione, la digitalizzazione e la trasparenza
della pubblica amministrazione lombarda' dello stato di previsione delle spese del bilancio
per gli esercizi finanziari 2011, 2012, 2013.
6. Alle stato di previsione delle spese del bilancio per gli esercizi finanziari 2011-2013 è
apportata la seguente variazione:
- l'U.P.B. 1.2.3.421 'Iniziative per la semplificazione, la digitalizzazione e la trasparenza
della pubblica amministrazione lombarda' è incrementata di euro 100.000,00 di
competenza e di cassa per l'esercizio 2011 e di euro 100.000,00 per ciascuno degli
esercizi 2012 e 2013 per la sola competenza;
- l'U.P.B. 4.3.3.211 'Fondo per il finanziamento delle spese di investimento' è ridotta di
euro 100.000,00 di competenza e di cassa per l'esercizio 2011 e di euro 100.000,00 per
ciascuno degli esercizi 2012 e 2013 per la sola competenza.
7. Per le spese di cui al comma 4è autorizzata l'assunzione di obbligazioni a carico degli
esercizi successivi ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 31 marzo 1978, n.
34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della
regione).
Art. 8
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel
Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
'Basta campanilismi: i Comuni si fondano per risparmiare denaro pubblico': la proposta - concretissima ed argomentata - arriva dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle ed è contenuta in una lettera indirizzata ai 115 sindaci della Provincia di Cremona. I 'grillini' non solo hanno un disegno preciso, ma chiedono di indire un referendum per interpellare direttamente i cittadini sull'opportunità di creare unità amministrative sovracomunali. Ecco uno stralcio significativo della lettera.

 

Egregio Signor Sindaco,il Movimento 5 Stelle di Cremona la invita, quale dipendente al servizio retribuito dei Cittadini del suo Comune, a considerare la possibilità di realizzare la fusione del suo Comune con uno o più Comuni limitrofi sulla base del motto “meno Comuni, meno costi,meno tasse”.

1) Il Movimento 5 Stelle di Cremona la invita ad informare i Suoi Cittadini, ovvero i Suoi datori di lavoro, delle straordinarie opportunità che la legge nazionale e quella regionale permettono: essere chiamati a votare la nascita di Enti meno costosi e più snelli e quindi votare la possibilità di pagare meno tasse.

2) Il Movimento 5 Stelle propone a livello nazionale di abolire i Comuni sotto i 5.000abitanti, ma con questa nostra iniziativa cremonese si vuole evitare l’imposizione di una legge nazionale. Il Movimento 5 Stelle confida nel fatto che ogni Sindaco vogliail bene di ogni suo singolo cittadino e datore di lavoro. Ultimamente sono stati fattivari tentativi di accorpamento dei servizi fra Comuni come ad esempio la PoliziaLocale, i servizi sociali, tecnico e di segreteria. (Basta leggere il testo di una qualsivoglia convenzione per la gestione in forma associata di un servizio per accorgersi dell’inutilità e della dispendiosità del provvedimento che si andrà adadottare). Le Unioni sono però un dispendio di risorse perché creano un altro Ente parallelo: non sono mai decollate, anzi spesso smantellate e ricostruite per assurdigiochi politici.

3) Per fare chiarezza occorre menzionare la normativa introdotta dal “ D.L. 78/2010come modificato dal D.L. 98/2011, dal D.L. 138/2011 e, in seguito dal D.L.216/2011 convertito con modificazioni dalla legge 14/2012 in base alla quale “i Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti devonoobbligatoriamente esercitare in forma associata le funzioni fondamentali dicui all’art. 21 comma 3 legge 42/2009: di queste, due funzioni entro il prossimo30/9/2012 e le altre 4 funzioni entro il 30 settembre 2013. La soglia minima è fissatain 5.000 abitanti o nel quadruplo del comune più piccolo, come disposto dalla L.R.n. 22 del 28/12/2011. L’obiettivo che gli enti si propongono con la forma associatadescritta, è quello della razionalizzazione dei servizi associati al fine di accrescerequantità e qualità dei servizi erogati e delle funzioni gestite in forma associata inrelazione ad esigenze di efficienza ed efficacia oltre che di economicità e dirazionalizzazione della spesa pubblica, di incrementare il grado di specializzazionee di professionalità del personale, di produzione di servizi aggiuntivi altrimenti nonattivabili, di ottimizzazione delle risorse produttive, di valorizzare il senso diappartenenza delle municipalità anche in relazione alle funzioni di presidio delterritorio, in armonia con i principi sanciti dalla legge di riforma del sistema regioneautonomielocali”. A questa pletora legislativa gremita di obiettivi fantasiosi efarragginosi si aggiungono altri provvedimenti di legge (L.R. n. 2 del 24 febbraio2012) che istituiscono “ i Piani di Zona per lo svolgimento in forma associata daparte dei comuni delle funzioni in materia di servizi sociali”.

4) Le iniziative legislative elencate al paragrafo n. 3 rappresentano delle agevolazioni fatte “dalla politica alla politica” per perpetuarsi nel tempo sperperando il pubblico denaro. Tutte queste scappatoie politico-amministrative non contribuiscono di certo a snellire la pachidermica macchina amministrativa statale che costa agli italianioltre 800 miliardi di eruro l’anno. I piccoli comuni, oltre che generatori di debito pubblico, sono stati finora mantenuti in vita per volontà dei partiti politici in modo dadisporre di una miriade di microscopici parlamentini in cui far acquisire esperienzeai propri affiliati e quindi selezionare in seguito quegli elementi ritenuti validi daribaltare sulla scena nazionale o in subordine regionale.

5) Vale inoltre la pena di rimarcare che i piccoli comuni non sono stati finora soppressia causa dell’azione dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) cherappresenta una potente associazione dotata di un presidente nazionale e davigorose rappresentanze regionali che vivono e prosperano con le quoteassociative che ogni comune corrisponde annualmente (attingendo dalle casse deicittadini). Questa potentissima lobby, come si è visto, promuove ambigue ediscutibili azioni politiche autoreferenziali e protezionistiche a favore dei comuni ingenerale e se necessario di mobilitazione come abbiamo già assistito quando igoverni hanno parlato di accorpamento, spending review, pareggio di bilancio, patto di stabilità ecc. Il Movimento a 5 Stelle dovrebbe intraprendere (intraprenderà) unostudio serio e approfondito, inteso a togliere potere e denaro a questa associazioneche in definitiva si pone contro il cittadino contribuente ed è finalizzata unicamentead esercitare una smaccata difesa del mantenimento della politica più deleteria,perniciosa e spendacciona.

Per le elencate ragioni esposte più sopra, il Movimento 5 Stelle preferisce le fusioni o gli accorpamenti forzosi e La mette al corrente che lo Stato e La Regione garantiscono fondi straordinari per legge, per almeno dieci anni, pergarantire al cittadino un periodo di transizione ottimale e garantire la gestionedecentrata delle risorse umane e patrimoniali. E senza che i dipendenti venganolicenziati. Certo, alcuni dirigenti dovranno fare a meno dell’indennità, ma i cittadinisaranno meno gravati dalle tasse e da tutti gli altri balzelli fiscali, il tutto a favoreBene Comune?· Il Movimento 5 Stelle scrive la presente a tutti i Sindaci della Provincia di Cremona affinché considerino di chiamare i propri datori di lavori, (i Cittadini contribuenti), alle urne per far loro decidere la fusione con altri Comuni.

REFERENDUM.Pensiamo alla fusione fra Cremona, Bonemerse e Gerre Caprioli, ad esempio; fra Casalmorano, Genivolta, Azzanello e Castelvisconti, fra i Comuni casalaschi con Piadena e Casalmaggiore; fra le tre Ripalta; fra Cumignano e Soncino; fra Soresina, Trigolo e Cappella Cantone; fra Spinadesco e Acquanegra, con Grumelloe Crotta d’Adda; fra Pizzighettone e Formigara; fra Crema e Madignano. Ce nesono di possibilità…· Speriamo che siano superati i tempi del “campanile”, anche perché stiamo attraversando un periodo di recessione economica conclamata, i denari sono didifficile reperimento salvo tassare i soliti a reddito fisso, pertanto mantenere in vitaEnti dalla inconsistente utilità che sperperano il denaro dei cittadini, risulta ingiustoe controproducente.Siamo comunque a disposizione per un incontro personale speriamo costruttivo.In allegato, le normative e gli esempi di fusione fra Comuni avvenute anche nelrecentissimo passato in Italia e in Lombardia. 

28 Marzo 2013

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