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Sabato 23 Febbraio 2019

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CREMONA

Tre morti nell'inferno in A21, il pm chiede 6 anni

Nel 2015 persero la vita un camionista in viaggio da troppe ore, e due donne. "Una morte annunciata: il datore di lavoro e la società vanno condannati"

Tre morti nell'inferno in A21, il pm chiede 6 anni

La scena del terribile incidente in A21 il 22 luglio 2015

CREMONA - Sei anni di reclusione: il pm onorario, Silvia Manfredi, li ha chiesti per Federico Bologna, legale rappresentante della Sts srl, Società di trasporti e logistica di Sarzana, per la quale lavorava Alfredo Fioravanti, camionista cinquantenne di Massa Carrara, morto il 22 luglio del 2015 nell’inferno in A21. Le vittime furono in tutto tre. La tragedia si consumò alle 14,55: un cantiere aveva rallentato il traffico. Fioravanti si accorse all’ultimo della coda. Frenò, ma troppo tardi. Travolse una Clio con a bordo Michela D’Annunzio e Maria Grazia Tomasini, 42 e 40 anni, entrambe di Leno (Brescia). L’auto andò a sbattere contro un’altra macchina. Il camion tirò dritto e ne travolse un altro. Un tamponamento a catena. In quell’inferno persero la vita anche le due donne. Quel giorno, Fioravanti era da da dieci ore sull’autoarticolato. Il giorno prima aveva guidato 18 ore, quello prima ancora aveva saltato il turno di riposo. Con il suo camion partiva da Massa per il Nord Italia. E a volte faceva due viaggi nello stesso giorno. «Una morte annunciata», per Simona Bracchi, l’avvocato di parte civile che rappresenta i genitori di Fioravanti nel processo per pluriomicidio colposo a carico di Bologna. Mentre la vedova e i due figli si sono costituiti parte civile con l’avvocato Luigi Pace di La Spezia. Al giudice, Giulia Masci, il pm Manfredi ha chiesto di condannare anche la Sts srl a 450 quote da mille euro. La sentenza sarà emessa l’11 febbraio prossimo.

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23 Gennaio 2019