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Venerdì 18 Gennaio 2019

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CREMONA. MORTE IN CARCERE

‘Noi non siamo topi’, lettera a Domenico

Il saluto dei detenuti della sezione F del penitenziario al 52enne che la scorsa domenica si è impiccato in cella

Beccato mentre tenta di introdurre droga in carcere

CREMONA - Si chiamava Domenico, aveva 52 anni, stava scontando un cumulo di pene nel carcere di Cremona. Lo avevano trasferito dal penitenziario di Bollate. Sperava di poter uscire a febbraio. Gli è stato notificato l’atto: ‘Fine pena 2020’. Domenico si è impiccato con una corda nella cella numero 11 della sezione F. La tragedia è accaduta domenica 6 gennaio 2019 nel pomeriggio.

E’ una lettera intrisa di dolore, di riflessioni e di domande quella dedicata a Domenico. L’ha scritta ‘Uno di noi’, l’hanno firmata i detenuti della sezione F, dalla cella 1 alla cella 25. In fondo: «Le nostre più sentite condoglianze da noi tutti alla tua famiglia».
‘Uno di noi’ è Piervittorio Belfanti, noto imprenditore mantovano. ‘Re dei ristoranti’, era un ‘leader’ fuori, ora lo è in carcere. Il don del penitenziario gli ha chiesto di scrivere per Domenico. Lunedì si è messo al computer e ha riempito due pagine.

«Stamattina, come ogni mattina, il buon giorno, la colazione, le due ore d’aria, poi il pranzo. Dentro queste mura il tempo scorre sempre e come non fosse successo nulla, nessuno ha voglia e forse nemmeno il coraggio di parlare di ciò che è accaduto ieri. Ed anche gli operatori e tutti coloro che vivono in questa struttura passano e oggi sembra un giorno come in altro. Allora vien da domandarsi: ‘come è possibile?’. Non è possibile... Noi siamo rinchiusi, ma cosa significhi veramente nessuno lo può sapere. Ricordatelo sempre. ‘Noi non siamo Topi’, si può morire, si può scegliere forse di morire così, ma non così, anche la morte dovrebbe avere un senso, ma perché, perché così?».

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10 Gennaio 2019