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Martedì 18 Dicembre 2018

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CREMONA

Molestie sessuali in ospedale, arrestato 55enne

L'uomo si è reso protagonista di numerosi atteggiamenti provocatori e minacciosi nei confronti del personale medico che lo assisteva

Molestie sessuali in ospedale, arrestato 55enne

L'ospedale Maggiore di Cremona

CREMONA - Gli uomini della squadra mobile di Cremona hanno arrestato il 55enne Ronni Poli, dedito all’uso di sostanze stupefacenti e all’alcool e con numerosi precedenti penali e di polizia per importanti delitti contro la persona, il patrimonio e inerenti le sostanze stupefacenti. L’arresto è scattato per i reati di atti persecutori e violenza sessuale commessi ai danni di personale dell’ospedale di Cremona. L'uomo, infatti, in cura presso la struttura ospedaliera da diversi mesi, durante il periodo di ricovero si è reso autore di numerosi atteggiamenti provocatori e minacciosi nei confronti del personale medico che lo assisteva. In particolare, si è reso protagonista di numerose condotte di violenza sessuale come palpeggiamenti e baci nei confronti delle dottoresse. Alle aggressioni fisiche seguivano minacce di morte, ingiurie, danneggiamenti alle strutture ospedaliere e sputi rivolti al personale sanitario. Durante tali aggressioni, il personale medico riusciva a trovare rifugio barricandosi in salette di fortuna, costretto ad aspettare che il soggetto placasse i propri intenti minacciosi. I medici, a causa della necessità di contenere l’individuo, si trovavano costretti ad interrompere il proprio fondamentale servizio nei confronti della comunità. Gli atteggiamenti del soggetto, producevano nei confronti del personale medico una condizione di ansia circa la propria incolumità personale, tanto che nessuno era più in grado di lavorare in modo sereno, per paura di essere ripetutamente molestati o aggrediti. Data la gravità delle condotte e la pericolosità criminale del 55enne, la polizia ha immediatamente attivato una delicata strategia investigativa che ha portato, in breve tempo, all’emissione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, suffragato da importanti elementi probatori raccolti dagli investigatori della squadra mobile, è stato richiesto dal pubblico ministero Lisa Saccaro ed emesso dal giudice delle indagini preliminari Pierpaolo Beluzzi, in quanto vi è il concreto pericolo che l'uomo reiteri le proprie condotte criminose.

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16 Novembre 2018