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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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CREMONA. LA STORIA

Morì in Tunisia. Militare disperso riposa nel sacrario di Bari

Tonino Zontini, classe 1922, fu ucciso in Africa dagli inglesi nel maggio del 1943. Dopo 30 anni di ricerche, il nipote Alessandro scopre, per caso, che è sepolto in Puglia

Morì in Tunisia. L’ex camerata disperso riposa nel sacrario di Bari

CREMONA - Da trent'anni ha fatto molte ricerche per sapere dove fosse sepolto suo zio Antonio, 'Tonino', classe 1922, camicia nera uccisa in Tunisia dagli inglesi nel maggio del 1943. Lo ha scoperto, per caso, un giorno di fine agosto scorso. Alessandro Zontini, avvocato, era in vacanza in Puglia con moglie e figlio. Si è recato a visitare il Sacrario militare dei Caduti d’oltremare. «Mio zio è sepolto lì e confesso che mi sono messo a piangere».

E’ l’epilogo di una storia iniziata 75 anni fa. Tonino Zontini, maestro elementare, nasce a Casalmaggiore il 5 aprile del 1922. Primo di sei fratelli, parte parte nei reparti delle camicie nere volontarie, aggregato alla divisione corazzata ‘Giovani fascisti’. «E’ il battaglione destinato ai torridi deserti dell’Africa del Nord», racconta il nipote. Non ritorna più. «Di lui per decenni non si è mai saputo più nulla di preciso. Si era sparsa la diceria, a Casalmaggiore, di un attacco inglese contro le postazioni tenute dagli italiani in Tunisia, nel corso del quale lo zio, in preda al più cieco terrore, sarebbe uscito dalla trincea e, volgendo le spalle al nemico, sarebbe stato ucciso da una granata inglese, macchiandosi, così, di un atto di grave viltà».

A zittire quelle voci e a ristabilire la «verità storica», è una lettera recapitata a casa Zontini nel gennaio del 1977. L’ha spedita dall’Argentina un tale Salvatore Maniga, di Robecco d’Oglio, ex camerata di Tonino in Tunisia. E’ scritta in un italiano stentato. «La vicenda si colloca in Tunisia nel 1943 — narra Zontini —: l’Asse è in rotta davanti all’avanzata angloamericana. Il caporale Salvatore viene inviato di pattuglia verso una posizione avanzata rispetto alle linee italiane. Verso sera, il caporale con alcuni uomini si muove verso la posizione avanzata. Verso le quattro, l’esercito inglese sferra un attacco contro i capisaldi italiani avanzati. Alle prime luci dell’alba, Salvatore si accorge che il caposaldo a sinistra rispetto alla sua posizione non era più presidiato dai ragazzi con il ‘fez’, ma ‘dagli inglesi del’elmeto schiaciato’, scrive Salvatore. Che, poco dopo, da quella posizione nota cinque uomini uscire da dietro un ‘wadi’, un avvallamento di sabbia».

Sono tre italiani e due inglesi. «Dei tre camerata, individuava solo Tonino». Salvatore scrive di averlo riconosciuto ‘per la su altura ella sua forma di camminare’. «I soldati di Montgomery, poi, in spregio agli accordi internazionali, mitragliavano i prigionieri disarmati, abbandonandone i corpi nel deserto tunisino», spiega Alessandro.

La ricerca del nipote va avanti. Alessandro si procura le cartine militari dello Stato Maggiore, accumula documenti, lettere, cartoline. Nulla. Il colpo di scena arriva a fine agosto di quest’anno, a Bari. Nella cripta del Sacrario sono ospitati i cosiddetti ‘libri di bronzo’. «Enormi volumi sulle cui pesanti pagine sono scolpiti i nomi di tutti i Caduti, le cui spoglie riposano in terra barese». Sul libro c’è quello di Tonino Zontini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

13 Ottobre 2018

Commenti all'articolo

  • Mino

    2018/10/14 - 08:08

    Gentile Avvocato Zontini, La ricordo volentieri e mi fa molto piacere che dopo tanti anni abbia finalmente trovato un anello mancante alla "storia" del Suo albero genealogico. Poiche', so che Lei e' amante di proverbi ed idiomi, il Suo caso mi rammenta cio' che dicevano i nostri anziani riguardo a qualcosa che non si trovava, "Quando non lo cerchi lo trovi'! Cordiali saluti.

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