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«Orban? I valori del Vangelo sono diversi dai suoi»

Don Piccinelli contraddice il premier ungherese sui migranti. Il parroco: si semina nelle nuove generazioni il disprezzo per i deboli

«Orban? I valori del Vangelo sono diversi dai suoi»

SORESINA - «A parole si rifanno al Vangelo, ma in realtà il messaggio contenuto nel Vangelo è assai diverso dagli obiettivi perseguiti con le loro politiche». È al primo ministro ungherese Viktor Orban e, pur senza nominarlo mai direttamente, e al vice premier italiano Matteo Salvini che don Angelo Piccinelli addebita le contraddizioni sottolineate nell’ultimo notiziario parrocchiale.

Da sacerdote di campagna, il parroco soresinese si mantiene al di fuori della critica politica: la considererebbe una indebita ‘invasione di campo’. Il suo vuol essere un richiamo di tipo ‘evangelico’ e nasce dalla definizione che Orban ha dato recentemente di Salvini, chiamandolo il suo ‘eroe’: «Nel Vangelo, che i ‘nuovi eroi’ esibiscono come uno statuto programmatico nei loro comizi, l’amore presuppone la compassione, ovvero la capacità di fare propria la sofferenza altrui».

Don Piccinelli esprime anche una forte preoccupazione per un certo genere di politiche, e anche qui l’esortazione a correggere il tiro e ammorbidire i toni del confronto: «Seminare nelle nuove generazioni il disprezzo per i deboli e inoculare il virus dell’indifferenza per le sofferenze altrui non è mai stata una prodezza sotto il cielo, ed è, anzi, un’operazione assolutamente scellerata, una pericolosa ipoteca sul futuro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

15 Settembre 2018

Commenti all'articolo

  • Mino

    2018/09/17 - 08:08

    @don Piccinelli-2. Penso che lei si ricordi, se non e' troppo giovane, che negli anni 60-70 le associazioni cristiane di assistenza, sbattevano in copertina alle loro riviste, opuscoli e cartoline, le foto di bambini neri denutriti e scheletrini, assediati da un nugolo di mosche. Cio' aveva lo scopo di intenerire i cuori dei lettori e dei destinatari di tale "mailing". Oggi, a distanza di 50nni, la "lagna non e' cambiata: sono state sostituite le foto dei bimbi con quelle di migranti stipati su barconi simili a carri bestiame, o che annaspano nel mare dove sono naufragati. Ma in tutte le immagini che ritraggono queste "deboli" persone, non ce n'è una che sia MAGRA, DENUTRITA E SCHELETRINA! Sono tutti giovani aitanti che pensano, a ragion veduta, di aver trovato "l'Eldorado" in Italia. Se poi parliamo di "integrazione", allora il discorso si sposta sulla loro cultura accecata dal fanatismo religioso che vogliono imporci. I fatti di Soresina oggi riportati su La Provincia docet!

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  • Mino

    2018/09/17 - 05:05

    @don Piccinelli. Mi meraviglio che lei abbia una visione ed un'idea distorte dei "deboli", certamente non "quei deboli" citati dal vangelo, che sono tutt'altra cosa. Questi migranti, che lei definisce "deboli", sono per la maggior parte clandestini che non fuggono da guerre o situazioni di estrema poverta'; non fuggono dalla fame ed hanno disponibilita' finanziarie tali per pagare gli scafisti per raggiungere l'Italia e sfruttare le leggi assistenziali in vigore; "deboli" che lei, come il signor Asselborn, dimentica di analizzare: "deboli" non paragonabili ai nostri migranti italiani del primo novecento, se lo facessimo sarebbe un offesa per i nostri padri e per i nostri nonni! Persone "deboli" che possiedono un cellulare da 1,000 euro o piu'; molti di loro con un curriculum criminale che non esitano a riproporre sul nostro territorio, come spaccio di droga, rapine e stupri. La vera "debolezza" e' un'immigrazione incontrollata. Salvini ha ragione a dire basta a questa situazione!

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  • la talpa

    2018/09/16 - 14:02

    Fra istituzioni e Don hanno ridotto una cittadina come Soresina un letamaio in mano a clandestini mussulmani ed extracomunitari in vivibile a tutte le ore del giorno e della notte in piazza poi …..non vedi un comunitario e questo don vuole farci la predica?

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  • vittorio

    2018/09/16 - 09:09

    Con tutto quello che succede a Soresina ( vedi i moltissimi casi di cronaca nera riportati da questo giornale ) con i soliti protagonisti , sarebbe il caso che Piccinelli si interessasse delle vere vittime : i soresinesi autoctoni !

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