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Venerdì 16 Novembre 2018

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CREMONA & PROVINCIA

Polmonite: tre malati anche a Drizzona, Ostiano e Casalmaggiore

Sette casi anche ad Asola, in totale i casi salgono a 148. Forte preoccupazione nella Bassa bresciana orientale lungo il fiume Chiese

Polmonite: tre malati anche a Drizzona, Ostiano e Casalmaggiore

Casi in aumento, così come la preoccupazione di chi abita nella Bassa Bresciana Orientale. Sono saliti a 138 gli accessi ai Pronto soccorso per polmonite, contratta da un batterio sulla cui natura è ancora in corso l’analisi dei medici di Ats. Montichiari (26 casi), Calvisano (20), Carpenedolo (34) e Remedello (11) e Acquafredda (9) i comuni maggiormente colpiti. Sono invece 16 i casi riscontrati fuori dalla provincia bresciana: sette ad Asola, 3 a Castiglione Delle Stiviere, uno a Canneto, Casalmoro, Guidizzolo, Porto Mantovano; Drizzona, Casalmaggiore e a Ostiano.
«Un filo rosso unisce i cinque comuni bresciani: la presenza del fiume Chiese», dicono i sindaci del territorio ipotizzando che il picco di polmonite sia dovuto ad un batterio presente nell’acqua. Anche se va detto che in un Comune colpito, Calvisano con 18 casi, l’acquedotto non è presente. Negli ultimi due giorni si sono registrate anche due morti sospette. Quella di un 84enne di Carpenedolo morto dopo un ricovero per polmonite acuta e quella di una 69enne di Mezzane di Calvisano per la quale è stata disposta l’autopsia quando la famiglia stava organizzando il funerale. «I due decessi non parrebbero essere collegati ai casi di polmonite» ha detto l’assessore regionale a Welfare e Sanità Giulio Gallera. «A quanto riferito da ATS, entrambe le morti nel distretto interessato dei casi di polmonite non sono dovute a legionella» spiega Stefano Tramonti, sindaco di Carpenedolo, paese di residenza dell’84enne morto nei giorni scorsi e dove i ricoveri sono ad oggi trenta. Gli esami medici hanno invece dimostrato la presenza di legionella in due dei 138 pazienti che si sono presentati in Pronto soccorso. Le loro condizioni sarebbero serie, ma stabili.
«Oltre ai due casi confermati — ha spiegato l’assessore regionale — la stragrande maggioranza dei casi sottoposti ad una prima e tempestiva indagine diagnostica ha avuto esito negativo. Questa indagine non esclude comunque la presenza del batterio, pertanto verranno effettuati ulteriori approfondimenti. La ricerca eziologica, inoltre, si indirizza anche verso altri possibili cause di contagio».
Le indagini diagnostiche ed epidemiologiche proseguiranno anche nei prossimi giorni.

10 Settembre 2018