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Sabato 17 Novembre 2018

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OMICIDIO A BRESCIA, EPILOGO AD AZZANELLO. LA SVOLTA

Ripresa l’auto dell’assassino. Varchi decisivi

La vettura dell’uomo filmata dalle telecamere a Castelvisconti, la polizia locale dell’Unione ha allertato gli inquirenti bresciani

Ripresa l’auto dell’assassino. Varchi decisivI

Gli uomini della Scientifica a casa di Pasini

AZZANELLO - Alla fine ha confessato, Fabrizio Pasini. Ma l’ha fatto solo quando si è sentito spalle al muro, quando il castello di alibi e mezze verità che si era costruito fino a sabato 19 agosto 2018, ha iniziato a sbriciolarsi e a franargli addosso.

La svolta decisiva, la prova che l’ha inchiodato alle proprie responsabilità e l’ha convinto a raccontare l’orrore, è arrivata grazie alle immagini registrate dai varchi elettronici. In particolare quello posizionato a Castelvisconti, appena oltre il ponte sull’Oglio che segna il confine tra le province di Brescia e Cremona. La telecamera installata dall’Unione Lombarda del Soresinese ha ripreso l’auto del 48enne in entrata e in uscita da Castelvisconti.

Auto la cui targa era stata segnalata dai carabinieri di Brescia a tutti i corpi di polizia del territorio, allo scopo di verificarne i movimenti. Il dispositivo elettronico ha fornito alla polizia locale dell’Unione tutti i dati relativi ai passaggi della vettura: la data, l’ora e anche l’arco di tempo in cui l’amante si è trattenuto ad Azzanello per disfarsi del cadavere. Messo sotto torchio durante l’interrogatorio, si è deciso a raccontare la verità, e ad indicare il luogo in cui aveva occultato i resti di Manuela.

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21 Agosto 2018