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CREMONA

Commercio in crisi, Principe replica a Burgazzi: 'Nega l'evidenza'

Commercio in crisi, Principe replica a Burgazzi: 'Nega l'evidenza'

CREMONA - Le polemiche di agosto sul commercio in crisi non accennano a placarsi. Vittorio Principe, presidente di Confcommercio replica a Luca Burgazzi. "Nega l'evidenza, interviene nel dibattito in nome e per conto di chi, fino ad oggi, non ha voluto rispondere alle richieste delle associazioni. Un silenzio comunque preoccupante perché, su un tema così importante come il rilancio della città, non basta affidare la difesa ad un consigliere. Anche perché, a testimonianza di una amministrazione lontana dalla vita reale, Burgazzi non solo non ha chiare le difficoltà del centro, ma nega anche dati raccolti con un sistema di monitoraggio realizzato con un progetto cofinanziato dal Duc e che dunque dovrebbe essere ben noto al Comune e agli Amministratori".

Entra nel dettaglio, Principe. "Caro consigliere, lei dice che non abbiamo i dati ed invece è lei a non conoscerli. Di monitoraggi ce ne sono talmente tanti che si rischia di non riuscire ad utilizzarli neppure tutti. Partiamo da quelli (per lei sconosciuti) delle presenze in centro. Nei primi sei mesi i sensori posti sulle principali vie d’accesso hanno rilevato quasi duecentocinquantamila presenze in meno. In percentuale significa un regresso di quasi l’8 per cento. In marzo, il mese peggiore, la flessione ha sfiorato il 30%. Luglio, per rimanere sulla stretta attualità, si è chiuso con un -8,4%. Davvero positivo solo il mese di gennaio con l’inizio dei 'saldi' e giugno, anche grazie agli appuntamenti con la 'StraDeeJay' e con i 'Giovedì d’Estate'. Numeri che viaggiano in parallelo con l’andamento nei negozi (perché il legame tra presenze e fatturato è evidente e ampiamente documentato)".

Principe affronta anche il tema del turismo. "E non basta, in proposito, il traino del turismo come vorrebbe affermare Burgazzi. Se si escludono alberghi e ristoranti, nei negozi tradizionali la percentuale di incidenza negli acquisti (perfezionati da stranieri) arriva, al massimo, al 4% (per chi ha prodotti più esclusivi e di lusso). Un dato che indica, comunque, la fragilità del settore.
Fa rabbia vedere che il 'potenziale di Cremona' (di cui siamo convinti almeno quanto gli amministratori) non venga adeguatamente valorizzato. Neppure in ambito culturale. Vogliamo forse parlare dei 21mila visitatori della 'grande' (?) mostra su Torriani? O dei 12mila di quella sul Genovesino? Come Amministratori ne siete davvero soddisfatti? Non pretendiamo di confrontarli con i risultati ottenuti da Goldin a Treviso con la sua 'Storie dell’impressionismo' che ha raggiunto i 330mila visitatori. Ma almeno sui 100mila visitatori del 'Guercino' a Piacenza possiamo riflettere? Possiamo ipotizzare che raggiungerà traguardi interessanti anche l’esposizione dedicata a 'Chagall e le Arti' ormai prossima alla inaugurazione a Mantova? A Cremona avevamo le 'Corde dell’Anima', come evento con grosse potenzialità, ma lo si è volutamente affossato per lasciare spazio ad una rassegna minore, con poche potenzialità e con una identità ben più fragile. Non basta “sbandierare” successi come fa (per spirito di squadra) Burgazzi. La sua lettura è quantomeno di parte. Nulla di personale, anche in questo caso i numeri li abbiamo ricavati dal rapporto statistico della Provincia. Che dicono che gli arrivi nelle strutture ricettive della città, nel 2017, erano calati del 14%. Un dato “drogato” - avevano spiegato gli amministratori - dalla chiusura dell’Hotel Ibis. La struttura, oggi riaperta con una nuova gestione, ha permesso di recuperare la flessione dello scorso anno. Nessuna rivoluzione, purtroppo. E neppure troppe speranze per il futuro. Perché senza un impegno serio degli amministratori non si riuscirà mai a far “ripartire” Cremona. E di sicuro non si raggiunge questo obiettivo continuando a rilasciare autorizzazioni alla media e grande distribuzione, con ampliamenti e nuovi insediamenti distributivi".

Conclude il presidente di Ascom "Manca la capacità di leggere la realtà, la volontà del confronto e dell’ascolto, la responsabilità di una seria autocritica. Abbiamo chiesto interventi per salvaguardare la bellezza di Cremona, una bellezza che parla di monumenti, ma anche di piccole botteghe e di attività turistiche. Abbiamo insistito per una città che viva nel quotidiano, che anche grazie al commercio e al turismo sappia garantire sviluppo economico e preservarsi dal degrado urbanistico e sociale. Da quattro anni i nostri appelli cadono nel nulla. Forse perché troppi amministratori (per dovere o per intima convinzione) sono convinti che va tutto bene. Ci manca solo che ci raccontino che le vetrine sono chiuse (solo) per il Ferragosto".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

10 Agosto 2018

Commenti all'articolo

  • la talpa

    2018/08/11 - 16:04

    Per forza per entrare in città bisogna pagare la tangente …...non si trova un parcheggio e quando si trova è a pagamento (e non poco ) per fare una spesuccia o un giretto ti spendi 3 o 4 euro... ...cosa fai? vai in centri commerciali .Il centro è blindato ma non tutti possono andare in bici o a piedi fare spesa e portare pesi perciò dove vai? nei centri commerciali .Non parliamo della viabilità in macchina l' hanno sconvolta sensi unici ovunque depistandoci…….ci vuole Google-map .Ma l'organo preposto per la viabilità ha una idea di tutto ciò.?

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