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Sabato 21 Luglio 2018

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CREMONA

Caso Tamoil in Cassazione, camera di consiglio rinviata al 25 settembre

Le richieste del Pg: rigettare il ricorso presentato dalla difesa del manager Gilberti, rigettare 'per inammissibilità' il ricorso presentato dalla Procura generale della corte d’appello per l'avvelenamento delle acque

Caso Tamoil in Cassazione, camera di consiglio rinviata al 25 settembre

CREMONA - Processo complesso, il caso Tamoil. Venerdì 13 luglio, nel giorno della sentenza sull’inquinamento ambientale, nessun verdetto, ma una ordinanza, letta in serata, con cui la Cassazione ha deciso di rinviare la camera di consiglio al 25 settembre prossimo.

Giornata lunga, nell’aula del Palazzaccio, cominciata alle dieci e un quarto del mattino con la richiesta del Procuratore generale (dopo la relazione del consigliere) di rigettare il ricorso presentato dal manager della Tamoil, Enrico Gilberti, e dunque di confermare la condanna inflittagli dalla corte d’assise d’appello di Brescia a 3 anni di reclusione (pena sospesa) per disastro ambientale colposo aggravato: l’inquinamento da idrocarburi della falda acquifera causato dalla rete fognaria colabrodo. Il Pg della Cassazione ha inoltre chiesto di rigettare «per inammissibilità» il ricorso presentato dalla Procura generale della corte d’appello che aveva chiesto di condannare tutti i vertici di Tamoil per disastro ambientale doloso e per il più grave reato di avvelenamento delle acque «perché l’uno non esclude l’altro».

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13 Luglio 2018